Ho effettuato un licenziamento disciplinare in data odierna. Qual è la data di decorrenza del licenziamento e la data di comunicazione al Centro per l’Impiego?

Ho effettuato un licenziamento disciplinare in data odierna. Qual è la data di decorrenza del licenziamento e la data di comunicazione al Centro per l’Impiego?

La risoluzione del rapporto di lavoro dovrà avere, come decorrenza, la data di inizio della procedura disciplinare (data di contestazione), salvo che non sia stato effettuato il periodo di preavviso. La norma di riferimento è l’articolo 1, comma 41, della Legge n. 92/2012 (le allego uno stralcio). Per quanto riguarda la decorrenza della data di comunicazione al Centro per l’Impiego, questa è la data di ultimo giorno di lavoro.

articolo 1
41. Il licenziamento intimato all’esito del procedimento disciplinare di cui all’articolo 7 della legge 20 maggio 1970, n. 300, oppure all’esito del procedimento di cui all’articolo 7 della legge 15 luglio 1966, n. 604, come sostituito dal comma 40 del presente articolo, produce effetto dal giorno della comunicazione con cui il procedimento medesimo è stato avviato, salvo l’eventuale diritto del lavoratore al preavviso o alla relativa indennità sostitutiva…

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Roberto Camera
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Esperto di Diritto del Lavoro e relatore in convegni sulla gestione del personale. Ha creato, ed attualmente cura, il sito internet http://www.dottrinalavoro.it in materia di lavoro. (*Le considerazioni sono frutto esclusivo del pensiero dell’autore e non hanno carattere in alcun modo impegnativo per l’Amministrazione di appartenenza)

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73 Commenti

  1. David
    Novembre 20, 23:45 Reply

    Io ero in congedo straordinario legge 104 la mia azienda ingaggia un’investigatore privato,dopo 8 mesi dell’accaduto l’azienda mi invia una lettera disciplinare dove mi contesta che invece di assistere il disabile facevo tutt’altro,dopo 6 giorni della mia risposta l’azienda mi licenzia dicendomi che da quando hanno acquisito gli atti sono stati tempestivi nel licenziarmi dopo 8 mesi

    • Roberto
      Novembre 28, 11:55 Reply

      La durata dell’indagine effettuata dall’azienda deve essere rapportata alla complessità dell’evento da attenzionare. Solo un giudice potrà valutare se è rispettato il principio di immediatezza nell’emissione della contestazione disciplinare.

  2. John
    Novembre 12, 17:03 Reply

    Buongiorno,

    vorrei farle una domanda in merito al blocco dei licenziamenti.
    Sono bloccati sia i licenziamenti collettivi che quelli individuali per tutti fino a marzo 2021 o solamente per le aziende che hanno utlizzato la seconda parte della cassa integrazione?

    Grazie mille

    • Roberto
      Novembre 14, 17:53 Reply

      Il blocco riguarda tutte le aziende, ad oggi, sino al 31 dicembre 2020.

  3. Maria
    Agosto 31, 03:45 Reply

    Buonasera,
    Io lavoro in un Grande Azienda da 11 anni. Per il problema covid sono rimasta senza babysitter e non ho potuto presentarmi dal lavoro 3 giorni a seguito nonostante il mio retail manager sapeva che non rientravo per il mio motivo familiare. Ho avvisato che non rientravo ma loro mi hanno messo in turni lo stesso e dopo 1settimana ricevo una lettera di richiamo. Ma purtroppo non ho fatto in tempo a rispondere entro 5giorni. La lettera mi è arrivata il 4 agosto e sono riuscita a rispondere il 11 agosto perché non avevo visto la raccomandata. Il 21 agosto ho ricevuto un LICENZIAMENTO PER GIUSTA perché non hanno accettata la mia lettera di raccomandata A/R. Mi hanno uccisa essendo una mamma di 7anni e difficile con tante spese. Ma la mia domanda è loro mi possono licenziare anche se mi è arrivata solo una lettera di richiamo dopo 11 anni e la prima lettera che ricevo poi subito Licenziamento 🙁 sinceramente vorrei fare una causa ma faccio bene? Ho il diritto di chiedere disoccupazione? Dopo questo licenziamento loro mi pagano solo il mese di agosto? Grazie mille.. Spero di ricevere risposta da lei Signore Roberto. Buonaserata

    • Roberto
      Settembre 03, 11:39 Reply

      E’ il caso che Lei porti tutta la documentazione ad un sindacato di categoria, in modo che possano verificare la corretta sequenza del procedimento disciplinare, per valutare eventuali inadempienze. Da quello che ho capito la prima lettera è la contestazione (che non dovrebbe contenere un richiamo) e la seconda il licenziamento. Va valutata anche la possibile difesa, per vedere se è stata resa effettiva dall’azienda.
      Qualora venga verificata una procedura errata o una sproporzione tra violazione e sanzione, può avviare un Collegio di conciliazione e artibtrato, tramite l’ispettorato del lavoro.
      Nel frattempo può fare richiesta di NASPI.

  4. Enrica
    Agosto 07, 15:17 Reply

    Buongiorno
    in data 7/1/2020 venivo licenziata con decorrenza immediata dal posto di lavoro. Il CCNL prevede che il preavviso decorre dal giorno 16 del mese. Nella busta mi sono stati pagati i giorni sino al 7 più i 20 giorni di preavviso. Volevo chiederle ma i giorni dall’8 al 15 mi dovevano essere pagati in busta visto che la decorrenza del preavviso era dal giorno 16? E questi giorni sono da retribuire con la paga sindacale o come mi hanno detto devono essere considerati come preavviso e pertanto contando anche la domenica e la paga maggiorata della 13ma e 14ma?
    Grazie per la risposta

    • Roberto
      Agosto 11, 09:34 Reply

      Innanzitutto va verificato il motivo del licenziamento (giusta causa o giustificato motivo soggettivo). In caso di giusta causa, non va rispettato il termine contrattuale ne, tantomeno, il preavviso.In caso di licenziamento per motivi soggettivi, la decorrenza alle scadenze indicate dal Ccnl va valutata anche in base ai motivi: disciplinari o oggettivi. E’ possibile che il Ccnl preveda la decorrenza del preavviso va applicata al solo GMO. In caso negativo, il preavviso va pagato dal 16. Anche per quanto riguarda il tipo di retribuzione da calcolare, va verificato quanto specificato nel Ccnl.

  5. pino
    Agosto 03, 13:06 Reply

    Il giorno 17 febbraio 2020 sono stato licenziato per GIUSTA CAUSA per assenza ingiustificata.

    ho un quesito da proporvi:
    Alla consegna delle ultime buste paga per via email, con la alla voce
    ” TRATT.MANCATO PREAVVISO” mi vengono decurtati dal TFR circa 5000 euro azzerando di fatto tutto il mio TFR.

    E ‘corretto trattenere il mancato preavviso anche per licenziamento >> per giusta causa?
    Cordiali saluti

    • Roberto
      Agosto 05, 22:44 Reply

      Il licenziamento per giusta causa non prevede il preavviso e neanche la trasformazione in “indennità per mancato preavviso”.

      • Constantin
        Agosto 09, 07:32 Reply

        Buongiorno il mio datore di lavoro mia sospeso in via cautelativa dal lavoro per assenza ingiustificata dal lavoro. Qual è possono essere le conseguenze dopo questa lettera?

        • Roberto
          Agosto 11, 09:49 Reply

          L’assenza ingistificata può portare l’azienda ad emettere un provvedimento disciplinare di licenziamento. Verifichi, dal Ccnl applicato dall’azienda, il minimo di giorni di assenza ingiustificata che può portare a ciò.

  6. Vipac
    Agosto 01, 00:52 Reply

    Buona sera. In data 30 giugno 2020 terminava il mio contratto a tempo determinato, il 6 luglio a mezzo raccomandata l azienda mi fa presente che nel e-mail riferita a me è stata cancellato l intero contenuto ed entro 5gg devo dare spiegazione, altrimenti dovranno quantificare il danno secondo l art.7 legge 300/1970,con la stessa mi ricordano che io ho firmato un patto di non concorrenza.
    Io rispondo con raccomandata chiedendo scusa di averlo fatto in buona fede e che non no creato nessun danno, il contenuto era solo informazioni di servizio, spiego in maniera dettagliata che tutto il mio lavoro è stato condiviso con chi di dovere, e che io ho rispettato il patto in quanto adesso il mio lavoro è tutt altro.
    Adesso ho notato che ho una raccomandata in giacenza della medesima azienda, io per paura non la ritiro.
    A cosa vado incontro?
    Grazie
    Buona serata

    • Roberto
      Agosto 05, 22:53 Reply

      La procedura prevista dall’art. 7 della Legge 300/1970, prevede l’avvio di un procedimento disciplinare che si può concludere con un provvedimento (ad esempio, una multa o una sospensione). L’emissione di un provvedimento disciplinare può essere da volano per la richiesta di un risarcimento del danno, qualora l’azienda abbia evidenza di ciò.

  7. andrea74
    Luglio 29, 07:27 Reply

    Buongiorno,
    in data 13/7 la mia azienda mi consegna una contestazione disciplinare, nel quale, contesta vari elementi, fra cui anche danni patrimoniiali.
    Rispondo entro i 5 giorni di prassi e in data 27/07 mi viene comunicato il licenziamento per Giusta Causa e mi viene altresì comunicato che non mi saranno versati stipendio ed ultime competenze a “copertura del maggior danno”, come sse l’azienda, al pari di un giudice, mi avesse già definito colpevole di fatti non ancora accertati, e mettendo a serio rischio il mio diritto alla sopravvivenza: possono farlo? Devo rivolgermi ad un avvocato giuslavorista o penalista o entrambi?
    La ringrazio fin d’ora per la gentile risposta.
    Saluti
    Andrea

    • Roberto
      Luglio 30, 08:55 Reply

      L’azienda non può arrogarsi il diritto di decidere il danno e trattenerlo senza neanche un contraddittorio. Il risarcimento del danno va valutato anche in base all’eventuale dolo o colpa grave che va verificato da un giudice. Le consiglio un avvocato giuslavorista.

  8. candida
    Luglio 15, 13:33 Reply

    buongiorno.
    l’azienda presso la quale lavoravo mi ha licenziato per giusta causa a seguito di un procedimento disciplinare.
    4 mesi prima della suddetta comunicazione ricevevo la comunicazione di adozione una sospensione dal servizio in via cautelativa .
    nell’arco di questo periodo non ho ricevuto la retribuzione.
    credo che io abbia diritto cmq alla corresponsione di questa .
    posso avere il suo parere al riguardo?
    grazie

    • Roberto
      Luglio 15, 19:12 Reply

      Sì, la sospensione cautelare non è una sanzione disciplinare e come tale il periodo deve essere retruibuito dall’azienda.

  9. Francesco
    Luglio 01, 11:25 Reply

    Salve, un mio dipendente non si è più recato a lavoro improvvisamente e senza alcun preavviso dal 19 settembre 2019 rendendosi anche irreperibile all’indirizzo di residenza comunicato all’atto dell’assunzione. Ho inviato lettera di contestazione dell’assenza ingiustificata in data 26.09.2019 e, continuando il silenzio del lavoratore, in data 11.10.2019 ho inviato lettera di licenziamento a decorrere dalla medesima data dell’11.10.2019, data dalla quale risulta anche licenziato in UNILAV . A distanza di mesi il lavoratore mi chiede differenze retributive, sostenendo di essersi dimesso per giusta causa per retribuzione inadeguata… e, tra le voci che richiede, c’è anche l’indennità sostitutiva per mancato preavviso per dimissioni in tronco. Tale indennità gli è sempre dovuta? Posso oppormi a tale richiesta o, addirittura, posso chiedergli a mia volta il pagamento dell’indennità sostitutiva al mancato preavviso delle dimissioni, visto che lui sostiene di essersi dimesso? Grazie mille per la cortese attenzione.

    • Roberto
      Luglio 01, 13:42 Reply

      La situazione è alquanto complessa, per cui non riuscirò a darle una risposta completa.
      Qualora ritenga che non vi sia la giusta causa addotta da lavoratore per dimettersi, non dovrà neanche erogare l’indennità di preavviso richiesta da quest’ultimo. In particolare, è anomalo che le sia arrivato di recente una richiesta di questo tipo dopo la sua assenza datata 19 settembre us.
      Per quanto riguarda la richiesta dell’indennità sostitutiva del mancato preavviso, ritengo che non possa richiederla, avendo proceduto ad un licenziamento disciplinare, che dovrà, a mio avviso, il metodo di risoluzione da Lei scelto in caso di ricorso giudiziale.

  10. joele
    Maggio 20, 17:42 Reply

    Salve mio padre ha cessato in maniera retroattiva la propria attività di artigiano (causa COVID -19). Contestualmente ha dovuto licenziare il dipendente per cessazione attività alla stessa data ( 15/04/2020).
    per questo motivo, mi è stato spiegato che andrà incontro a sanzione amministrativa per tardiva comunicazione del licenziamento che porta la stessa data della cessazione, per decorrenza dei 5 giorni previsti dalla legge per comunicare il licenziamento.
    In che maniera si sarebbe potuto evitare questa comunicazione tardiva in caso di cessazione retroattiva.? grazie

    • Roberto
      Maggio 23, 11:45 Reply

      Preliminarmente, le devo dire che il licenziamento per giustificato motivo oggettivo non era possibile in quanto sospeso dal decreto cura Italia (poi prorogato dal decreto Rilancio). A prescindere da questo, la comunicazione del licenziamento va fatta entro i 5 giorni successivi e prevede, qualora arrivi un verbale da parte dell’Ispettorato del lavoro, una sanzione amministrativa di 100 euro.

  11. alessio
    Aprile 13, 04:56 Reply

    salve ho firmato un contratto a tempo determinato 02/09/2019 con scadenza 01/09/2020 ma al centro dell’impiego sull’unilav mi ritrovo un contratto di apprendista professionalizzante dal 02/09/2019 al 01/03/2021 le buste paga mi sono state pagate tutte in base a quest’ultimo fino ad oggi, cosa posso fare adesso? quale contratto devo prendere riferimento in caso volessi chiedere le dimissioni? e posso chiedere le dimissioni senza cadere in cause di risarcimento danni da parte del datore di lavoro?
    grazie mille

    • Roberto
      Aprile 14, 11:51 Reply

      La tipologia contrattuale in essere è quella sottoscritta tra le parti. Verifichi ciò che è scritto nel contratto individuale di lavoro. Qualora Lei abbia sottoscritto un contratto a termine (e non un apprendistato), può cessare alla scadenza ivi indicata. Inoltre, Lei dovrebbe chiedere l’ulteriore quota di retribuzione (e relativi contributi) non ricevuta in virtù della busta paga erogata quale apprendista. Le consiglio di rivolgersi ad un sindacato per far valere i propri diritti.

      • alessio
        Aprile 17, 17:30 Reply

        grazie mille per la sua risposta ed interesse le chiedo un ultima cosa se posso e se può rispondermi a tal proposito per la mia tutela posso non andare a lavoro fino a quando non avrò avuto tutte le quote di retribuzioni e contributi non ricevuti? e se nel caso non ricevendoli dare le dimissioni per giusta causa? visto che il contratto quello di assunzione a tempo determinato scade il 01/09/2020 mancano 4 mesi secondo lei è possibile che mi chiedano il risarcimento danni anche dato che ce la liquidazione il tfr le quote di retribuzione e contributi che mi devono dare e in più dovrebbe esserci la loro sanzione per l unilav errato…il risarcimento non supera mai le effettive buste paga che riceve il dipendente? quindi quanto mai potrà arrivare un risarcimento danni?
        scusate se chiedo queste risposte ma questi giorni sto contattando vari patronati ma dato il momento e difficile sentire un preciso parere la ringrazio in anticipo

        • Roberto
          Aprile 19, 14:40 Reply

          La risposta dipende da vari fattori che non possono essere soddisfatti senza aver compiutamente analizzato tutti i documenti. Normalmente il risarcimento in caso di recesso anticipato di un contratto a termine, da parte del lavoratore, è pari all’indennità di preavviso.

  12. Riky
    Aprile 01, 15:40 Reply

    Buongiorno,
    il 20/03/20 ho ricevuto via raccomandata un “addebito disciplinare” datato 11/03/20; in data 26/03 ho ricevuto sempre per raccomandata una “sospensione cautelare” datata 13/03.
    Oggi, 01/04, ho ricevuto un’email con il “recesso del contratto per giusta causa”. Il documento è datato 31/03 e non specifica la data in cui parte il licenziamento, e ovviamente la raccomandata non mi è ancora stata recapitata.
    Qual è la data di decorrenza della cessione del rapporto lavorativo?
    Specifico che si tratta di un contratto a tempo determinato con scadenza 05/05/2020.

    Grazie in anticipo

    • Riky
      Aprile 02, 13:25 Reply

      Devo anche specificare che prima di ricevere la raccomandata del 20/03 avevo ricevuto l’addebito disciplinare via email e la risposta da parte mia con la richiesta di incontro per le controdeduzioni orali è stata inviata al datore di lavoro via PEC il 16/03.
      Qual è quindi la data di cessazione del rapporto? il 16/03 o il 20/03? o altra data?
      In attesa di una risposta, grazie ancora

      • Roberto
        Aprile 02, 23:02 Reply

        In un licenziamento disciplinare (giusta causa) la data di decorrenza è la data di avvio della procedura, che, nel suo caso, dovrebbe essere la cata di ricezione della comunicazione di contestazione: 20 marzo.

      • Martina
        Agosto 10, 21:44 Reply

        Buonasera, con provvedimento disciplinare in data 7/7/2020 ho ricevuto lettera con licenziamento disciplinare senza preavviso a decorrere dal giorno di ricevimento della presente datata 6/7/2020. Nella busta paga di luglio c’è scritto in dicitura fine rapporto il giorno 15 /7/2020. È corretto? Qual è quindi la data di fine rapporto giusta? Aspetto sue grazie

        • Roberto
          Agosto 11, 09:35 Reply

          La fine del rapporto si calcola, in questo caso, alla data di ricezione. E’ possibile che Lei abbia ricevuto la raccomandata il 15 luglio.

  13. Davide
    Marzo 30, 23:45 Reply

    Egregio dott. Camera,
    In data 17/02/2020 mi viene consegnata una contestazione disciplinare ed il 05/03/2020 lettera di licenziamento per giusta causa retroattiva. Le volevo chiedere se e corretto che il datore di lavoro nella busta paga di 03/2020 abbia trattenuto i giorni dal 17/02 anche se regolarmente lavorati. Inoltre volevo chiederle cosa si intende per tempestività nella comunicazione, nel senso che sono stato spostato dal mio ruolo per accertamenti in data 11/03/2019 ed il tutto si e concluso il 05/03/2020.
    Grazie mille per l’eventuale sua risposta

    • Roberto
      Marzo 31, 08:52 Reply

      La Legge 92/2012 prevede la possibilità, per l’azienda, in caso di licenziamento disciplinare di retroagire la data del licenziamento al giorno di avvio della procedura disciplinare (data della comunicazione della contestazione). Il periodo successivo tale data può essere considerato preavviso lavorato. Detto questo, l’azienda non può trattenere giorni di lavoro effettivamente prestati. In questo caso, senta il sindacato interno oppure quello di categoria territoriale, in modo da ricevere consigli sul tipo di vertenza che può fare nei confronti dell’azienda.

  14. Ilbruttino
    Marzo 06, 09:30 Reply

    Buongiorno, il licenziamento con giusta causa può essere anche retroattivo..e il datore di lavoro inserisce come data di licenziamento il giorno in cui riceve la raccomandata. Legge Fornero, Giusto? Ma così facendo il lavoratore perde il diritto alla naspi dal giorno del licenziamento e può slittare anche a mesi dopo..non si lede un diritto del lavoratore? Quello di accedere all indennità della naspi con decorrenza dal licenziamento? Grazie

  15. Andryx
    Gennaio 09, 19:07 Reply

    Buonasera volevo chiedere gentilmente una delucidazione. In data 28/11/2019 ricevo una lettera di contestazione disciplinare con intimazione di licenziamento e in data 20/12/2019 ricevo la lettera di licenziamento. Sull’ultima busta paga è indicata come data di cessazione il 20/12/2019. Qual è esattamente la data di licenziamento che devo indicare per la richiesta di NASPI? Perchè ho il dubbio che possa essere la data di avvio del procedimento disciplinare. La ringrazio infinitamente. Cordiali saluti.

    • Roberto
      Gennaio 10, 11:51 Reply

      Ritengo che sia il 20/12/2019 e che dal 28/11 al 20/12 sia il periodo di preavviso contrattualmente previsto.

  16. ischia
    Dicembre 19, 15:00 Reply

    Buonasera, scrivo per avere alcuni chiarimenti .
    In data 01/08/2019 l’azienda per la quale lavoravo mi consegna una lettera di contestazione disciplinare ai sensi dell’art 7/300. Contestualmente vengo sospesa dal lavoro in via cautelativa , conservando il diritto all’ intera retribuzione.
    In data 06/08/2019 consegno all’azienda una lettera di risposta alla contestazione.
    In data 14/11/2019 l’azienda mi consegna lettera di licenziamento, comunicando che è venuto meno il rapporto di fiducia e che il licenziamento ha effetto 01/08/2019.
    Preciso che nei mesi di agosto, settembre, ottobre e novembre ho percepito regolarmente lo stipendio ( quello di novembre parziale, riferito a 14 giorni). Sulla busta paga di novembre che mi è arrivata per posta ordinaria c’è indicata alla voce DATA CESSAZIONE 14.11.2019
    Intendo fare ricorso al licenziamento, intanto sul sito INPS inserisco richiesta di indennità Naspi, che mi viene respinta perché il licenziamento risulta dal 01.08.2019( così il datore di lavoro ha comunicato all Inps), pertanto sarei oltre i termini per la richiesta. Ma se a me è stato comunicato solo il 14.11.2019 non è quella la data da considerare ai fini della domanda naspi? Bisogna presentarla in sede INPS visto che online è stato respinta?
    Grazie

    • Roberto
      Dicembre 19, 17:05 Reply

      Il provvedimento di licenziamento può essere retrodatato alla data di avvio della procedura disciplinare (lo prevede la legge 92/2012). I giorni fatti successivamente vengono considerati quali preavviso (laddove dovuto).
      Qui ci sono 2 problemi:
      1. verificare se è stato rispettato il principio di immediatezza del provvedimento disciplinare, stante il fatto che è stato comminato dopo più di 3 mesi dal termine della difesa;
      2. il diritto alla Naspi deve essere considerato in virtù del fatto che la comunicazione è avvenuta il 14.11.2019 e quindi deve decorrere da questa data e non dal 1° agosto.

  17. Angelo Bonini
    Novembre 04, 09:42 Reply

    Buongiorno, riapro l’interessante discussione per aggiungere un ulteriore contributo. Il caso è quello di un licenziamento per giusta causa con procedimento disciplinare avviato il 3 ottobre 2019 e lettera di licenziamento consegnata il 31 ottobre 2019. Inserendo in UNILAV la data del 3 ottobre il sistema avvisa che la comunicazione è fuori termine. Abbiamo contattato i vari servizi di help desk ma, nonostante il parere del Ministero del Lavoro in merito, nessuno ci assicura che la sanzione non arriverà. L’ispettore dell’ITL di competenza conclude che comunque la sanzione è minima e quindi nel caso si potrà pagare, vista la scelta aziendale di retrodatare il licenziamento.

    • Roberto
      Novembre 05, 07:58 Reply

      La retrodatazione del licenziamento è una possibiltà prevista dal legislatore, per cui ritengo che l’eventuale sanzione comminata dall’ispettorato del lavoro, per quanto minima, non debba essere pagata adducendo proprio il riferimento normativo: articolo 1, comma 41, della Legge 92/2012: “Il licenziamento intimato all’esito del procedimento disciplinare di cui all’articolo 7 della legge 20 maggio 1970, n. 300, …, produce effetto dal giorno della comunicazione con cui il procedimento medesimo e’ stato avviato”.

  18. paoletta
    Maggio 21, 21:35 Reply

    Buona sera, vorrei avere cortesemente una risposta ad un quesito che mi fa davvero impazzire, anche perché su Internet ho trovato pareri completamente opposti , e 2 consulenti del lavoro della mia dicono due cose opposte.
    Io quindi sono completamente bloccata!

    Il caso è questo, e riguarda la data effettiva di un licenziamento per giusta causa: ho difficoltà ad interpretare l’articolo 1, comma 41, della Legge n. 92/2012, che indica ( o meglio pensa di indicare…) la data esatta di cessazione del rapporto di lavoro per un licenziamento per giusta causa.

    Guardando la cosa da una prospettiva del lavoratore io proprio (e non solo io) non riesco a capire se :

    -la data suo licenziamento è quella dell’avvio del procedimento disciplinare, e cioè della lettera che contesta i fatti accaduti e dà i 5 giorni per giustificare l’accaduto al lavoratore
    – oppure è la data della lettera vera e propria di licenziamento inviata dopo trascorsi i 5 giorni della lettera di apertura procedimento?

    Facciamo un esempio con precise date:
    il lavoratore riceve la lettera di contestazione disciplinare, mettiamo, il 10 maggio, e poi la lettera di licenziamento il 16 maggio (trascorsi i famosi 5 giorni). Ma quando è stato licenziato (secondo l’articolo 1, comma 41, della Legge n. 92/2012) : il 10 maggio o il 16 maggio?

    Scusate se chiedo una risposta se possibile precisa, ma ho un lavoratore che deve indicare la data di licenziamento e non sa che pesci prendere.
    Un milione di ringraziamenti a quell’anima gentile che mi aiuterà
    Paola

    • Roberto
      Maggio 22, 10:59 Reply

      La normativa di riferimento (articolo 1, comma 41, della Legge n. 92/2012) stabilisce che il licenziamento disciplinare “produce effetto dal giorno della comunicazione con cui il procedimento medesimo è stato avviato”. Quindi, dal ricevimento, da parte del lavoratore, della contestazione disciplinare (primo atto del procedimento disciplinare).

      • paoletta
        Maggio 22, 13:50 Reply

        Gentile Dott. Roberto,
        la ringrazio infinitamente del suo interessamento!

        Quindi mi conferma che la data di licenziamento corretta (nel caso presentato sopra) è quella del 10 maggio (giorno dell’arrivo della lettera di contestazione che concede i 5 giorni per eventuali giustificazioni) , vero?

        Mi scusi davvero se insisto ancora e la prego di avere pazienza.

        I migliori auguri di buon lavoro.
        Paola

  19. Nina
    Aprile 16, 18:17 Reply

    Buongiorno,
    dato per certo che in caso di licenziamento per giusta causa, la decorrenza è la data di avvio procedimento (13.03.2019) e la chiusura del procedimento avviene con la ricezione da parte del lavoratore della comunicazione di licenziamento o ritorno raccomandata per COMPIUTA GIACENZA (14/04/2019) – Sul mod. Unilav bisogna indicare la data di ricezione della lettera di contestazione disciplinare 13.03.2019 (senza incorrere in sanzioni per ritardato invio del mod unilav in quanto i 5 giorni decorrono dalla data di ritorno della raccomandata per compiuta giacenza 14.04.2019) Considerato che il lavoratore è stato sospeso cautelativamente dal 13.03.2019, è necessario elaborare sia il lul di marzo che di aprile? e che data di cessazione deve essere indicata sul lul?
    Grazie

    • Roberto
      Aprile 19, 10:49 Reply

      La data da indicare nell’Unilav è la data di decorrenza del licenziamento che, nel caso specifico, è la data di avvio del procedimento disciplinare (ad avvenuta comunicazione al lavoratore). Nessuna sanzione verrà applicata dall’ispettorato del lavoro per il ritando, in quanto rispetta la normativa di riferimento (art. 1, comma 41, L. 92/2012). Va emesso anche il lul di aprile per le competenze di fine rapporto.

  20. Randolfo
    Aprile 02, 11:52 Reply

    Buongiorno!
    Si stà verificando che, i lavoratori invece di presentare le dimissioni, si ritirano completamente dal lavoro senza preavviso o motivazioni per ottenere il licenziamento, al fine di ottenere il RdC.
    In questi casi che tipo di Licenziamento si può effettuare per far sì che gli venga respinto il RdC?

    • Roberto
      Aprile 03, 14:41 Reply

      Buongiorno, qualsiasi tipo di licenziamento, comminato dal datore di lavoro, porterà comunque il lavoratore a percepire la Naspi. Prima di procedere in tal senso, ritengo che sia il caso di aspettare, inviando al domicilio del lavoratore una lettera con la quale l’azienda informa circa la mancata efficacia della risoluzione fin tanto che non si provvederà a comunicare le dimissioni online e che, per tal motivo, non verrà erogato il trattamento di fine rapporto e le retribuzioni ad esso collegate (es. pagamento ferie, quota di 13°, ecc.).

  21. Raffaella
    Febbraio 06, 08:00 Reply

    Buongiorno,
    dato per certo che in caso di licenziamento per giusta causa, la decorrenza è la data di avvio procedimento (18.01.2019) e la chiusura del procedimento avviene con la ricezione da parte del lavoratore della comunicazione di licenziamento (05/02/2019) – chiedo quale data debba essere indicata nel LUL considerando che sino al giorno 05.02 il soggetto ha lavorato. Analogo dubbio per compilazione Uniemens, considerato che la data di cessazione retroattiva non consentirebbe l’invio dando errore bloccante.
    Grazie

    • Roberto
      Febbraio 06, 12:38 Reply

      In caso di licenziamento per giusta causa, la cosa migliore sarebbe stata quella di sospendere cautelativamente il lavoratore all’atto dell’avvio della procedura disciplinare. detto ciò, se il lavoratore ha prestato la propria attività sino al 5 febbraio, è questa la data di cessazione che, logicamente, non può essere retroattiva in considerazione delle prestazioni svolte sino a tale ultima data.

  22. venus
    Settembre 19, 19:35 Reply

    Buonasera dott. Camera, ho una richiesta da farle:
    a fine marzo (26/03/2018), io e alcuni miei colleghi abbiamo avuto una sospensione disciplinare da parte della nostra azienda. Dopo 4 mesi, all’inizio di agosto (01/08/2018), ci arriva la raccomandata di licenziamento retroattivo al 26 marzo; la Comunicazione Obbligatoria Unificata UniLav (fatta il 08/08/2018) indica la data di licenziamento per giusta causa al 26/03/2018. E fin qui tutto regolare. Tutti abbiamo fatto richiesta di NASpI (il 03/08/2018), ma la stessa ci viene respinta dall’INPS, per la seguente motivazione: LA S.V. NON HA PRESENTATO LA DOMANDA ENTRO IL 02/07/2018…
    La domanda é: come possiamo ricevere l’indennità di disoccupazione NASpI, dobbiamo procedere con l’impugnare il rigetto dell’INPS e con quale motivazione? Grazie

    • Roberto
      Settembre 20, 12:09 Reply

      Personalmente, impugnerei il rigetto alla Naspi da parte dell’Inps, adducendo che la comunicazione di licenziamento è avvenuta il 1° agosto 2018 (avallata anche dall’Unilav effettuato il’8/8) e solo dopo tale data i lavoratori hanno avuto conoscenza del recesso per licenziamento. La retrodatazione del licenziamento è dovuta a quanto previsto dalla c.d. Riforma Fornero.

  23. danielina
    Agosto 27, 14:07 Reply

    Salve, all’inizio di agosto abbiamo avviato procedimento disciplinare per assenza ingiustificata di un lavoratore che ha ricevuto la contestazione il 06.08.2018. Ha risposto entro 5 giorni, non avendo accettato le sue giustificazioni abbiamo proceduto ad inviare lettera di licenziamento per giusta causa il 18.08.2018, indicando come data licenziamento il 06.08.2018 ossia data di ricevimento della prima contestazione giusto?

    • Roberto
      Agosto 27, 18:05 Reply

      Il comma 41, dell’art. 1, della Legge 92/2012 prevede che il licenziamento intimato all’esito del procedimento disciplinare di cui all’articolo 7 della legge 20 maggio 1970, n. 300, produce effetto dal giorno della comunicazione con cui il procedimento medesimo è stato avviato, salvo l’eventuale diritto del lavoratore al preavviso o alla relativa indennità sostitutiva.

  24. MatteoS
    Giugno 04, 10:36 Reply

    Buongiorno, abbiamo licenziato un dipendente per Giusta Causa per assenza continuativa dal luogo di lavoro.
    La mia domanda è: per trasmettere la comunicazione Unilav devo obbligatoriamente attendere prova della ricezione di licenziamento da parte del lavoratore?
    Resta però evidente come in questo caso non rispetteremo sicuramente il termine dei 5 giorni.
    Grazie.

    • Roberto
      Giugno 07, 21:11 Reply

      Il licenziamento intimato all’esito del procedimento disciplinare di cui all’articolo 7 della legge 20 maggio 1970, n. 300, produce effetto dal giorno della comunicazione con cui il procedimento medesimo e’ stato avviato (art. 1, comma 41, L. 92/2012). La comunicazione al Centro per l’impiego può essere retrodatata, senza sanzioni, da questa data.

  25. Rob75
    Aprile 17, 18:35 Reply

    Per “giorno della comunicazione con cui il procedimento medesimo è stato avviato”, si intende il giorno in cui è stata inviata la raccomandata della contestazione disciplinare o il giorno di ricezione della stessa da parte del lavoratore?

    • Roberto
      Aprile 20, 13:47 Reply

      Nel licenziamento disciplinare conta il giorno della ricezione della lettera di recesso

  26. Rob75
    Aprile 17, 18:26 Reply

    Per “giorno della comunicazione con cui il procedimento medesimo è stato avviato”, si intende il giorno in cui è stata inviata la raccomandata della contestazione disciplinare o il giorno di ricezione della stessa da parte del lavoratore?
    Grazie.

  27. Alex
    Dicembre 08, 12:50 Reply

    Buomgiorno,
    1)In caso di contratto a termine fino al 31/12/2017, quindi 31/12 ultimo giorno lavorativo, nella comunicazione di assunzione Unilav devo indicare,come data fine rapporto, il 31/12/2017 o il 01/01/2018?
    2)In caso di comunicazione di cessazione Unilav, so che i 5 giorni per effettuare la stessa decorrono dal 1 giorno in cui non si viene al lavoro, per esempio il 1 gennaio, quindi ho tempo fino al 5 gennaio o fino al 6? La ringrazio infinatemente delle risposte.

    • Roberto Camera
      Dicembre 21, 10:47 Reply

      1. nell’Unilav di assunzione va indicato 31-12-2017;
      2. fino al 5 gennaio.

  28. TERESA
    Settembre 16, 08:42 Reply

    Buongiorno Roberto, è stato irrogato un licenziamento disciplinare – giusta causa ad un dipendente la cui lettera è stata trasmessa in data 13/09/2016. Il giorno 14/09/2016 il dipendente recandosi a lavoro è stato convocato e gli è stata presentata la lettera per farla firmare e consegnare anche a mano; lui si è rifiutato di firmarla. Io per la comunicazione al Centro Impiego che data dovrò indicare? Soprattutto perchè lui ora sapendo il contenuto della raccomandata non la ritirerà.
    Grazie mille Teresa

    • Roberto
      Settembre 16, 09:51 Reply

      Quando il lavoratore è restio a ricevere la lettera di licenziamento, è buona norma leggerne il contenuto in presenza di 2 testimoni. Questo conferisce ufficialità all’atto, come se fosse stato consegnato. Per quanto riguarda la data da comunicare al CPI, ritengo che debba essere quella della contestazione disciplinare, ciò in considerazione di quanto stabilito dall’art. 1, comma 41, L. 92/2012. Anche in virtù del fatto che essendo un licenziamento per giusta causa, presumo, non sia stato fatto fare il preavviso.

  29. Fabio
    Agosto 30, 12:20 Reply

    Buongiorno,
    in caso di assenza ingiustificata prolungata di un lavoratore – contestata con lettera, ad esempio, del 25 Giugno, restituita al mittente per compiuta giacenza, proseguendo l’assenza, e successivo licenziamento per giusta causa intimato con lettera del 25 Luglio – vorrei chiedere, visto il disposto della norma in discussione, quale deve essere la data del licenziamento da indicare nella comunicazione Sare?
    Il problema sorge perché la comunicazione prevede la possibilità di indicare una sola data, e risulterebbe a mio avviso anche più complesso nel diverso caso in cui il lavoratore, nel frattempo, avesse continuato a prestare attività lavorativa.
    In tal caso, salvo mio errore che vorrei capire, si dovrebbe fare un licenziamento con data 25 Giugno, dovendo però fare anche una busta paga per l’attività prestata in Luglio … (parliamo sempre di licenziamenti per giusta causa quindi senza preavviso)
    Ringrazio anticipatamente per i possibili chiarimenti.

    • Roberto
      Agosto 30, 14:46 Reply

      L’articolo 1, comma 41, della Legge 92/2012, stabilisce che il licenziamento intimato all’esito del procedimento disciplinare (di cui all’articolo 7 della legge 300/1970), produce effetto dal giorno della comunicazione con cui il procedimento medesimo è stato avviato. In considerazione di ciò, ritengo che la data di licenziamento debba essere quella di introduzione della cartolina, da parte del postino, nella buca delle lettere, ovvero quella della compiuta giacenza.

  30. Teresa
    Aprile 01, 04:21 Reply

    Si esatto l’oggetto del riscontro al licenziamento è appunto opposizione al licenziamento. Mi richiedevano una offerta economica ma io ho dato riscontro affermando le motivazioni cui si fonda la legittimità del licenziamento irrogato, in quanto sottolineavano che il dipendente nn avesse note di demerito. Ho esposto i motivi ed ho citato la cassazione in merito…. ad oggi nessun riscontro. Come mi comporto?

    • Roberto
      Aprile 01, 05:04 Reply

      Dall’invio dell’impugnativa di licenziamento, il lavoratore ha tempo 180 giorni per depositare il ricorso innanzi al tribunale del lavoro. Se ritiene che non vi siano dubbi sulla veridicità del licenziamento, vada avanti per la sua strada, altrimenti, ritengo, che sedersi ad un tavolo per ascoltare le richieste del lavoratore, non sia un danno all’immagine dell’azienda.

  31. Roberto
    Marzo 31, 18:54 Reply

    Dipende dal tenore della lettera. Se il sindacato non fa riferimento alla legittimità (o meno) del licenziamento comminato e richiede esclusivamente un incontro conoscitivo, non c’è questo timore. Se, invece, nella lettera si parla di impugnazione del licenziamento comminato, in quanto considerato illegittimo per questi motivi …..; allora si tratta di una opposizione al licenziamento.

  32. TERESA
    Marzo 30, 14:36 Reply

    In data 31.01.2016 abbiamo licenziato un dipendente; intorno al 29.02.2016 giunge una lettera dai sindacati richiedendomi un accordo economico. Avendo le prove sulla legittimità del licenziamento ho dato riscontro a quella lettera evidenziandone appunto la legittimità. Il mio dubbio è l’impugnazione dei 60 gg decorre dal 31.01.2016 oppure è stato interrotto dalla notifica alla opposizione al licenziamento?
    Grazie mille

  33. Gianfranco
    Marzo 05, 16:32 Reply

    Buonasera e grazie per l’opportunità che mi date di formulare quesiti. Il quesito riguarda la riforma dei CCNL sia a livello pattizio nel 2009 che a norma di legge col ministro Sacconi. La domanda è la seguente: ad oggi i contratti aziendali e territoriali possono modificare i contratti nazionali? Su tutti gli argomenti?
    Grazie.
    Gianfranco

    • Roberto
      Marzo 07, 09:56 Reply

      La contrattazione di secondo livello può modificare il Ccnl con una di queste tre modalità:
      1. qualora sia prevista una delega da parte della legge (v. D.L.vo 81/2015);
      2. qualora sia prevista una delega da parte della stessa contrattazione collettiva nazionale;
      3. qualora vi sia un contratto di prossimità (art. 8 della Legge n. 148/2011.

  34. Teresa
    Marzo 03, 19:25 Reply

    Oggi ticevo.una opposizione ad un licenziamento di un.dipendente assunto con contratto a tutele crescenti. Mi richiede un accordo economico… tuttavia mi accorgo della errata qualificazione del licenziamento notificato per giustificato motivo oggettivo ma in realtà si trattava a mio avviso di una giusta causa. Alla luce del jobs act come si gestisce l’accordo economico? Mi pare di aver letto attraverso una pratica monitorata dal Ministero…. inoltre nonostante la qualificazione errata posso procedere affermando che trattasi di giusta causa? Grazie mille

    • Roberto
      Marzo 03, 21:24 Reply

      Se la lettera di licenziamento è stata comminata per giustificato motivo oggettivo, deve essere indicato anche il relativo motivo. Nei contratti a tutele crescenti non è più previsto il tentativo obbligatorio di conciliazione (previsto dalla Fornero). L’errore commesso dall’azienda non può essere risolto semplicemente modificando il motivo del licenziamento (da giustificato motivo oggettivo a giusta causa), in quanto se fosse stato licenziato per giusta causa si sarebbe dovuto procedere con un licenziamento disciplinare a norma dell’art. 7 della Legge 300/1970.

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