Smart Working: proroga prevista per il 31 marzo 2024

L'Editoriale di Eufranio Massi

Smart Working: proroga prevista per il 31 marzo 2024

Con un emendamento al D.L. n. 145/2023, approvato in sede di commissione bilancio del Senato, è stato prorogato al 31 marzo 2024 il diritto allo smart working, nel settore privato.

In particolare, il lavoro agile è stato approvato per i genitori di figli con una età inferiore ai 14 anni e per i c.d. “lavoratori fragili”, ossia quei dipendenti che, sulla scorta di un accertamento del medico competente, risultino più esposti al rischio Covid. Il provvedimento non è ancora in vigore ma lo sarà entro il 17 dicembre, data ultima di conversione del predetto Decreto Legge.

Per la verità, l’emendamento, nella rubrica, si riferisce, soltanto, ai lavoratori con figli “under 14” ma il testo proroga l’art. 90, comma 1, del D.L. n. 34/2000 che parla di entrambe le categorie.

Condizioni previste per lo smart working

La proroga fa sì che tutto resti invariato, nel senso che il diritto allo smart working per i genitori sussiste in presenza di due condizioni:

  1. Entrambi debbono essere titolari di lavoro subordinato o autonomo: il diritto non può essere esercitato se uno dei due fruisca di ammortizzatori sociali o non lavori;
  2. Il lavoro agile deve essere compatibile con le caratteristiche dell’attività svolta presso il datore di lavoro privato, anche in un’ottica di previsione di modalità aziendali o definite da accordi collettivi applicati.

La stessa proroga, come detto, vale anche per i c.d. “fragili” per i quali il lavoro da remoto” è, ovviamente, legato al possibile “stato di rischio”.

Al momento, la disposizione non riguarda i dipendenti del settore pubblico ed i lavoratori affetti da patologie croniche e con particolari connotazioni di gravità previste dal D.M. del Ministro della Salute del 4 febbraio 2022 e debitamente certificate, anche loro in scadenza al prossimo 31 dicembre. Personalmente, credo che la proroga avverrà anche per questa categoria di lavoratori. La ragione per la quale non è stata prevista è da ricercare nella mancanza della copertura finanziaria, cosa che potrebbe essere colmata con la previsione e l’inserimento nel c.d. “Decreto Milleproroghe” che, di solito, si vara il 30 dicembre.

Per completezza di informazione ricordo che, attualmente, il diritto al lavoro agile di quest’ultima categoria è ampio e totalizzante, non essendo condizionato: possono lavorare in smart working con altre mansioni comprese nella medesima categoria od inquadramento, senza alcuna diminuzione della retribuzione.

Riflessioni sul lavoro agile

Ritengo necessario, a questo punto, effettuare una breve riflessione sulla ennesima proroga, con particolare riguardo a quella dei genitori di figli “under 14”.

La norma è nata nel pieno della pandemia e del lavoro agile. Per uno dei genitori l’esigenza nasceva dal fatto che era opportuno restare a casa con i figli di età inferiore ai 14 anni, perché le scuole erano chiuse e si effettuava la c.d. “didattica a distanza”.

Da allora, gli istituti scolastici hanno ripreso “in toto” l’attività e, il lavoro agile, anche quest’anno, è stato prorogato per il periodo estivo, quando le scuole sono chiuse e i genitori programmano, in genere, le ferie.

Approfondimenti necessari

  1. Dove è l’emergenza COVID che c’era nel 2022 e che aveva portato alla chiusura delle scuole?
  2. Con questo sistema che appare abbastanza istituzionalizzato, non si va a cambiare la stessa finalità del lavoro agile che era stato pensato, sia nella legge n. 81/2017 che negli accordi collettivi aziendali, come strumento volontario finalizzato ad una maggiore produttività e ad un miglioramento dei tempi di conciliazione tra vita e lavoro?
  3. Non sarebbe necessaria una riflessione sulla opportunità di procedere alla conferma del diritto al lavoro agile sol perché si hanno figli che hanno meno di 14 anni (e che il giorno vanno, comunque, a scuola)?
  4. Se un genitore avesse la necessità di prestare lavoro “da remoto” (anche per altre incombenze familiari) non sarebbe più logico seguire gli articoli della legge n. 81/2017, compresi tra il 18 ed il 23?
  5. Non sarebbe, magari, più opportuno, nell’ottica della c.d. “parità di genere”, prevedere per le donne che hanno bambini in età non scolastica una sorta di “smart working” obbligatorio o, comunque, voluto dalle stesse?

Credo che sui punti appena evidenziati, sarebbe necessario che il Legislatore effettuasse alcuni approfondimenti.

 

Bologna, 3 dicembre 2023

Eufranio MASSI

Autore

Eufranio Massi
Eufranio Massi 317 posts

E' stato per 40 anni dipendente del Ministero del Lavoro. Ha diretto, in qualità di Dirigente, le strutture di Parma, Latina, i Servizi Ispettivi centrali, Modena, Verona, Padova e Piacenza. Collabora, da sempre, con riviste specializzate e siti web sul tema lavoro tra cui Generazione vincente blog.

Vedi tutti gli articoli di questo autore →

0 Commenti

Non ci sono Commenti!

Si il primo a commentare commenta questo articolo!

Rispondi

Solo registrati possono commentare.