Mobilità in deroga 2026: cosa cambia per le aree di crisi industriale complessa
Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha pubblicato la nota prot. n. 5035 del 18 marzo 2026, con cui ha rilasciato nuove istruzioni operative per la gestione della mobilità in deroga nelle aree di crisi industriale complessa. Le indicazioni integrano la circolare n. 16 dell’8 ottobre 2025 e sono state collocate nel Focus dedicato alla materia.
Le nuove istruzioni si inseriscono nel solco degli interventi normativi più recenti, richiamati dallo stesso Ministero: da un lato la Legge di Bilancio 2026, dall’altro il rifinanziamento disposto con il decreto Milleproroghe, poi convertito in legge. In questo senso, il passaggio di marzo non apre un nuovo capitolo normativo, ma traduce sul piano operativo una misura già prorogata e rifinanziata.
Il passaggio dalla norma all’operatività
Il punto centrale del nuovo intervento ministeriale è proprio questo: dopo la proroga della misura, arrivano i chiarimenti necessari per consentire l’inoltro delle richieste di prosecuzione del trattamento di mobilità in deroga in favore degli ex lavoratori di imprese operanti nei territori riconosciuti come area di crisi industriale complessa. È questo il vero contenuto della nota ministeriale.
Il documento precisa inoltre che, alla luce della nuova formulazione normativa, non è più contemplata l’emanazione del decreto interministeriale di ripartizione delle risorse sulla base delle esigenze rappresentate dalle Regioni. La gestione dello stanziamento risulta quindi accentrata, mentre resta ferma la competenza regionale per le attività relative all’individuazione dei beneficiari e all’applicazione delle misure di politica attiva previste nel piano regionale.
Il quadro normativo di riferimento
La cornice normativa resta quella già delineata dall’articolo 53-ter del decreto-legge 24 aprile 2017, n. 50, convertito dalla legge 21 giugno 2017, n. 96, che attribuisce alle Regioni la facoltà di destinare specifiche risorse alla prosecuzione del trattamento di mobilità in deroga
per lavoratori già dipendenti di imprese collocate in aree di crisi industriale complessa. Questo impianto è richiamato nella circolare n. 16/2025 e costituisce il fondamento su cui si innesta l’aggiornamento del 2026.
A sua volta, la Legge 30 dicembre 2025, n. 199 ha previsto ulteriori risorse per il 2026, mentre l’articolo 14, comma 1-sexies, del decreto-legge 31 dicembre 2025, n. 200, convertito dalla legge 27 febbraio 2026, n. 26, ha stabilito che tali risorse possano essere destinate anche alle finalità di cui all’articolo 53-ter. È questo il nesso che il Ministero esplicita nelle nuove istruzioni operative.
Leggi anche: La proroga delle agevolazioni del decreto coesione per le assunzioni
A chi si applica la mobilità in deroga
La misura continua a riguardare una platea ben definita. Secondo quanto chiarito nella circolare n. 16 dell’8 ottobre 2025, il trattamento è concesso a soggetti già dipendenti di imprese con unità produttiva in un’area di crisi industriale complessa riconosciuta ai sensi dell’articolo 27 del decreto-legge n. 83/2012 e dei successivi decreti e accordi di programma.
La stessa circolare precisa inoltre che i soggetti interessati devono risultare, alla data del 1° gennaio 2017, beneficiari di un trattamento di mobilità ordinaria o di mobilità in deroga. Sono invece esclusi i lavoratori che abbiano terminato il trattamento il 31 dicembre 2016, in quanto non beneficiari alla data fissata dalla norma.
Resta fermo anche il collegamento con le politiche attive del lavoro: la prosecuzione del trattamento richiede infatti la contestuale applicazione delle misure individuate in un apposito piano regionale, da comunicare ai soggetti istituzionali competenti.
Le istruzioni operative del Ministero
Sul piano procedurale, la circolare del 2025 aveva già chiarito che la Regione, all’esito dell’istruttoria delle domande, deve inoltrare istanza alla Direzione generale competente indicando, tra l’altro, il fabbisogno finanziario, l’elenco dei potenziali beneficiari, la conferma della presa visione dell’informativa privacy, il piano di politiche attive e una relazione istruttoria.
La nota del 18 marzo 2026 si colloca proprio su questo versante operativo e aggiorna il quadro alla luce delle novità legislative, precisando che le richieste di sostenibilità finanziaria potranno essere autorizzate solo a concorrenza dei fondi stanziati per il 2026 e che l’accentramento riguarda esclusivamente la gestione delle risorse, senza incidere sulla pregressa competenza regionale in materia istruttoria.
Le risorse stanziate per il 2026
Il Ministero indica che, per il 2026, i fondi disponibili ammontano a 100 milioni di euro. La stessa comunicazione chiarisce che le risorse sono riferite sia al trattamento di mobilità in deroga sia al trattamento di cassa integrazione straordinaria per i dipendenti delle aziende operanti nelle aree di crisi industriale complessa.
La nota specifica anche un altro punto rilevante: non è consentito l’utilizzo delle risorse residue dei finanziamenti precedenti per la cassa integrazione nelle aree di crisi industriale complessa e per la mobilità in deroga. Questo significa che la sostenibilità delle autorizzazioni per il 2026 deve essere valutata entro il limite dello stanziamento attuale.
Cosa cambia nel 2026
L’aggiornamento ministeriale non introduce un nuovo ammortizzatore sociale, ma rende più chiaro come deve essere gestita nel 2026 una misura già confermata dal legislatore. Il cambiamento, quindi, è soprattutto amministrativo e procedurale: il rifinanziamento trova ora una traduzione più precisa sul piano delle istruzioni applicative.
In questa prospettiva, le nuove indicazioni completano il percorso già avviato con gli interventi legislativi di fine 2025 e inizio 2026, raccordando copertura finanziaria, platea dei destinatari e meccanismo di presentazione delle istanze.
Con la nota prot. n. 5035 del 18 marzo 2026, il Ministero del Lavoro aggiunge un tassello operativo importante al quadro degli ammortizzatori sociali 2026. Dopo il rifinanziamento della misura, arrivano infatti le istruzioni necessarie per la gestione della mobilità in deroga nelle aree di crisi industriale complessa, nel solco già tracciato dalla circolare n. 16/2025.
Per i territori coinvolti, il significato dell’intervento è chiaro: la prosecuzione della misura resta possibile, ma entro un quadro più definito sotto il profilo della gestione delle risorse, dell’istruttoria e dei requisiti soggettivi dei beneficiari.
Fonte: Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali
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