Certificato di malattia dal Marocco: serve l’apostille?

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Certificato di malattia dal Marocco: serve l’apostille?

Un lavoratore si è ammalato in Marocco e ha inviato un certificato di malattia redatto da un medico in loco ma in italiano. Vale per considerare il lavoratore in malattia?

Per quanto il certificato medico sia stato redatto in lingua italiana, per il riconoscimento della prestazione INPS il lavoratore deve far legalizzare/convalidare il certificato. Si tratta di una convalida semplificata: il documento deve avere l’apostille rilasciata dalle autorità marocchine, una legalizzazione semplificata che certifica la veridicità della firma, la qualità del firmatario e l’autenticità del timbro.

In definitiva, il lavoratore deve:

  • rivolgersi all’autorità marocchina competente per ottenere l’apostille del certificato medico;
  • trasmettere il certificato all’INPS e l’attestato al datore di lavoro. Il documento può essere anticipato anche via PEC/e-mail, fermo restando l’obbligo di produrre l’originale. Se il certificato è stato già inviato ma non è ancora legalizzato, la situazione può essere regolarizzata successivamente, infatti l’INPS chiarisce che la legalizzazione può intervenire anche dopo il rientro in Italia.

Il certificato redatto in italiano

Il fatto che il certificato sia redatto in lingua italiana non è sufficiente, da solo, a garantirne il riconoscimento ai fini della prestazione economica di malattia. La certificazione deve contenere gli elementi richiesti dalla disciplina italiana e rispettare anche le disposizioni del Paese in cui è stata rilasciata.

L’INPS richiede, tra gli altri elementi, i dati anagrafici del lavoratore, la prognosi, l’attestazione dell’incapacità lavorativa, l’indirizzo di reperibilità, la data, il timbro e la firma del medico.

Apostille e legalizzazione

Per i Paesi extra UE privi di accordi o convenzioni bilaterali applicabili alla malattia, l’INPS richiede la presentazione della certificazione originale legalizzata. Nei Paesi aderenti alla Convenzione dell’Aja del 5 ottobre 1961, la legalizzazione è sostituita dall’apostille.

Il Marocco è incluso tra gli Stati aderenti alla Convenzione dell’Aja indicati nella guida INPS. Pertanto, per un certificato rilasciato in Marocco, l’apposizione dell’apostille da parte dell’autorità competente costituisce la modalità semplificata di legalizzazione richiamata nella risposta.

L’apostille certifica la veridicità della firma, la qualità del firmatario e l’autenticità del sigillo o del timbro apposto sul documento. La sola traduzione in italiano o la semplice autenticazione della firma del traduttore non sostituiscono tale formalità.

Trasmissione all’INPS e al datore di lavoro

La certificazione deve essere trasmessa all’INPS e l’attestazione di malattia al datore di lavoro entro due giorni dal rilascio. Per rispettare il termine, la documentazione può essere anticipata tramite PEC o e-mail, fermo restando l’obbligo di presentare successivamente il certificato originale.

L’attestazione destinata al datore di lavoro deve essere priva dei dati relativi alla diagnosi.

Legalizzazione successiva al rientro

Qualora il certificato non sia stato legalizzato prima del rientro in Italia, la regolarizzazione può essere effettuata anche successivamente, purché entro il termine di prescrizione di un anno. La circolare INPS n. 136 del 25 luglio 2003 precisa inoltre che la certificazione deve comunque essere trasmessa entro due giorni dal rilascio al datore di lavoro e all’Istituto.

Autore

Roberto Camera
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Esperto di Diritto del Lavoro e relatore in convegni sulla gestione del personale. Ha creato, ed attualmente cura, il sito internet http://www.dottrinalavoro.it in materia di lavoro. (*Le considerazioni sono frutto esclusivo del pensiero dell’autore e non hanno carattere in alcun modo impegnativo per l’Amministrazione di appartenenza)

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