Permesso per lutto per il decesso della sorella: requisiti e fruizione
Roberto Camera risponde alle domande degli utenti
È venuta a mancare la sorella di un nostro dipendente. È possibile attribuirgli i tre giorni di permesso straordinario?
La sorella rientra tra i familiari per i quali spetta il permesso per lutto, previsto dall’art. 4, comma 1, della Legge n. 53/2000, in quanto parente di secondo grado.
I familiari inclusi nella normativa
Secondo la legge e il successivo D.M. n. 278 del 21 luglio 2000, i soggetti che danno diritto ad un permesso retribuito di tre giorni lavorativi all’anno in caso di decesso o di documentata grave infermità sono:
- il coniuge, anche legalmente separato;
- i parenti entro il secondo grado, anche se non conviventi;
- i soggetti componenti della famiglia anagrafica del lavoratore.
Termini per la fruizione dei tre giorni di permesso
Ricordo che, secondo quanto indicato dal D.M. 278/2000, i giorni devono essere utilizzati entro 7 giorni dal decesso e nel conteggio non rientrano i giorni festivi e quelli non lavorativi. È il caso, comunque, che si legga quanto indicato dal CCNL applicato al rapporto di lavoro, in quanto possono essere state previste condizioni più favorevoli per il lavoratore.
Cosa prevede la normativa sui permessi per lutto
La sorella è un parente di secondo grado. Pertanto, il suo decesso rientra tra gli eventi che consentono la fruizione del permesso retribuito per lutto, senza che sia necessaria la convivenza con il lavoratore. Il D.M. n. 278/2000 stabilisce che i tre giorni di permesso devono essere utilizzati entro sette giorni dal decesso e che nel conteggio non rientrano i giorni festivi e quelli non lavorativi. La contrattazione collettiva può prevedere condizioni di maggior favore rispetto alla disciplina generale, sia in relazione alla durata sia alle modalità di fruizione del permesso.
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