Prescrizione delle retribuzioni: da quando decorrono i 5 anni?

Roberto Camera risponde alle domande degli utenti

Prescrizione delle retribuzioni: da quando decorrono i 5 anni?

Fino a quando posso richiedere le retribuzioni che il datore di lavoro non mi ha dato?

Per i lavoratori dipendenti del settore privato, i crediti derivanti dal rapporto di lavoro sono soggetti, in linea generale, alla prescrizione quinquennale.
La particolarità riguarda il momento dal quale iniziano a decorrere i cinque anni. Secondo il più recente orientamento della Corte di Cassazione, infatti, per i rapporti di lavoro non assistiti da una effettiva stabilità del rapporto, la prescrizione dei crediti retributivi decorre dalla cessazione del rapporto di lavoro e non durante il suo svolgimento.
Il principio è stato affermato dalla Cassazione con la sentenza n. 26246 del 6 settembre 2022 e successivamente ribadito da numerose pronunce. Da ultimo, con la sentenza n. 26958 del 7 ottobre 2025, la Corte ha esteso espressamente tale regime anche ai soci lavoratori di cooperativa con rapporto di lavoro subordinato.
Questo significa, in concreto, che il lavoratore che è ancora in forza può far valere anche crediti retributivi maturati diversi anni prima, perché il termine quinquennale non viene normalmente calcolato a ritroso dalla data in cui il credito è maturato, ma dalla cessazione del rapporto.

La prescrizione quinquennale dei crediti retributivi

La disciplina generale della prescrizione è contenuta nel Codice civile. In particolare, l’articolo 2948, n. 4, prevede la prescrizione in cinque anni per gli interessi e, più in generale, per tutto ciò che deve essere pagato periodicamente ad anno o in termini più brevi. In tale previsione rientrano, in linea generale, i crediti retributivi derivanti dal rapporto di lavoro caratterizzati da periodicità. L’articolo 2935 c.c. stabilisce inoltre il principio generale secondo cui la prescrizione comincia a decorrere dal giorno in cui il diritto può essere fatto valere.

Quando decorre la prescrizione nel rapporto di lavoro privato

La questione centrale riguarda proprio il momento iniziale della prescrizione. Con la sentenza n. 26246 del 6 settembre 2022, la Corte di Cassazione ha affermato che il rapporto di lavoro a tempo indeterminato, dopo le modifiche introdotte dalla Legge n. 92/2012 e dal D.Lgs. n. 23/2015, non è assistito da un regime di stabilità tale da consentire, in via generale, il decorso della prescrizione durante lo svolgimento del rapporto.

Per i diritti che non risultavano già prescritti al momento dell’entrata in vigore della Legge n. 92/2012, la Cassazione ha quindi individuato nella cessazione del rapporto di lavoro il momento dal quale decorre il termine quinquennale.

Il principio della stabilità del rapporto e il “metus” del lavoratore

L’evoluzione giurisprudenziale in materia è collegata al concetto di stabilità del rapporto di lavoro e al cosiddetto metus, ossia alla situazione nella quale il lavoratore potrebbe essere condizionato, durante il rapporto, nel far valere i propri diritti per il timore delle conseguenze sul piano occupazionale.

Il principio trae origine dalla giurisprudenza costituzionale e, in particolare, dalla sentenza della Corte costituzionale n. 63 del 1966, che ha inciso sulla possibilità che la prescrizione dei crediti retributivi decorra durante un rapporto non adeguatamente protetto sotto il profilo della stabilità. La successiva evoluzione della disciplina dei licenziamenti ha portato la Cassazione a riesaminare il tema alla luce delle tutele oggi applicabili nel settore privato.

La prescrizione per i soci lavoratori di cooperativa

Il principio è stato ulteriormente sviluppato dalla Corte di Cassazione con la sentenza n. 26958 del 7 ottobre 2025, relativa ai soci lavoratori di cooperativa con rapporto di lavoro subordinato.

La Corte ha ritenuto che anche tale rapporto, disciplinato dalla Legge n. 142/2001, non sia assistito da una garanzia di stabilità tale da determinare la decorrenza della prescrizione durante il suo svolgimento. Di conseguenza, anche per i crediti retributivi del socio lavoratore subordinato la prescrizione decorre dalla fine del rapporto di lavoro.

Una disciplina diversa per il pubblico impiego

Il criterio non può essere automaticamente esteso a ogni rapporto di lavoro. Per il pubblico impiego contrattualizzato, le Sezioni Unite della Corte di Cassazione hanno infatti affermato un principio differente: la prescrizione dei crediti retributivi decorre normalmente in costanza di rapporto, sia per i rapporti a tempo indeterminato sia per quelli a tempo determinato, in ragione delle caratteristiche di stabilità proprie del rapporto di lavoro pubblico.

La distinzione conferma quindi la rilevanza della natura del rapporto e del relativo regime di stabilità ai fini dell’individuazione del momento dal quale inizia a decorrere la prescrizione.

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Roberto Camera
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Esperto di Diritto del Lavoro e relatore in convegni sulla gestione del personale. Ha creato, ed attualmente cura, il sito internet http://www.dottrinalavoro.it in materia di lavoro. (*Le considerazioni sono frutto esclusivo del pensiero dell’autore e non hanno carattere in alcun modo impegnativo per l’Amministrazione di appartenenza)

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