Caldo intenso e lavoro all’aperto: regole, divieti e ordinanze
Come ci si comporta, per i lavoratori, in caso di caldo intenso?
Come negli ultimi anni, anche per il 2026, le Regioni si sono mosse per emanare ordinanze che limitano o vietano il lavoro all’aperto nelle ore più calde (dalle 12.30 alle 16.00) nei giorni a rischio elevato. Il divieto non è automatico, ma scatta solo quando il rischio è classificato come “alto” e riguarda soprattutto attività con elevato sforzo fisico ed esposizione solare. Il sito ufficiale, a cui fare riferimento, è il seguente: worklimate
Ad oggi, le Regioni che hanno emanato un’ordinanza in merito sono le seguenti: Veneto, Lazio, Liguria, Toscana, Piemonte, Puglia e Emilia-Romagna.
Il caldo intenso come rischio lavorativo
Il tema del caldo intenso nei luoghi di lavoro rientra nel più ampio perimetro della tutela della salute e sicurezza dei lavoratori. Le alte temperature, soprattutto quando associate a esposizione diretta al sole, attività fisica intensa e assenza di adeguati fattori di mitigazione, possono incidere sul rischio di stress termico, malori e infortuni.
Il ruolo delle ordinanze regionali
Le ordinanze regionali emanate per il periodo estivo 2026 intervengono su specifiche attività svolte all’aperto e in condizioni di esposizione prolungata al sole, introducendo limitazioni temporali nelle fasce orarie più critiche. La fascia ricorrente nei provvedimenti è quella compresa tra le 12.30 e le 16.00, ma l’applicazione del divieto resta collegata alle condizioni indicate dalle singole ordinanze regionali.
Il divieto non è generalizzato
Il divieto di lavoro nelle ore più calde non opera in modo automatico per ogni giornata estiva, ma risulta normalmente collegato alla presenza di un livello di rischio classificato come “alto” dalle mappe previsionali richiamate nei provvedimenti. Tale impostazione conferma la natura selettiva delle misure, che riguardano le giornate e le aree interessate da condizioni di rischio elevato.
Il riferimento alla piattaforma Worklimate
La piattaforma Worklimate rappresenta il riferimento tecnico utilizzato da diverse ordinanze regionali per la previsione del rischio caldo nei contesti lavorativi. Le mappe considerano scenari con lavoratori esposti al sole o all’ombra e impegnati in attività fisica moderata o intensa all’aperto, con aggiornamenti previsionali articolati su più momenti della giornata.
I settori maggiormente interessati
Le misure regionali riguardano principalmente i settori nei quali l’esposizione al caldo si combina con attività fisica significativa e permanenza all’aperto. Tra gli ambiti più ricorrenti nei provvedimenti figurano agricoltura, florovivaismo, cantieri edili, cave, logistica di piazzale e, in alcune ordinanze, attività di consegna di beni per conto altrui in ambito urbano.
Il collegamento con la valutazione dei rischi
Le ordinanze si inseriscono in un quadro prevenzionistico più ampio, nel quale il rischio da calore e da radiazione solare è riconducibile alla valutazione dei rischi per la salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. Il microclima e la radiazione solare sono infatti considerati fattori rilevanti nella gestione del rischio lavorativo, anche alla luce delle indicazioni tecniche elaborate a livello istituzionale.
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