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È obbligatorio concedere lo smart-working “totale” ad un dipendente con figli?

È obbligatorio concedere lo smart-working “totale” ad un dipendente con figli?

A fronte di una richiesta di smart-working fatta da un lavoratore genitore di figlio under 14, è obbligatorio concedere lo smart-working “totale” o l’Azienda può concederlo solo per qualche giorno a settimana?

Il diritto previsto dalla norma non è di natura potestativa, in pratica non nasce dal solo requisito soggettivo in capo al lavoratore ma, per realizzarsi ha bisogno di un elemento oggettivo e cioè la compatibilità tra la modalità da remoto e l’attività lavorativa. Il datore di lavoro, per concedere il lavoro agile, deve verificare che quella determinata attività può essere svolta anche al di fuori della sede lavorativa. Non si tratta di una verifica che si basa solo su una ipotetica compatibilità tra mansioni e luogo di lavoro, ma riguarda anche l’organizzazione aziendale, che è una prerogativa imprenditoriale.

Detto questo, gli scenari possono essere i seguenti:

  • piena compatibilità: smart-working per tutto il periodo emergenziale;
  • compatibilità parziale: accordo che prevede uno smart-working a “part-time”;
  • incompatibilità: qualora il lavoratore richieda tale diritto, l’azienda deve comunicare per iscritto i motivi dell’incompatibilità.

Per maggiori informazioni leggi anche:

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Sezione provvedimenti riguardanti l’emergenza sanitaria da Covid-19

Sull' autore

Roberto Camera
Roberto Camera 701 posts

Esperto di Diritto del Lavoro e relatore in convegni sulla gestione del personale. Ha creato, ed attualmente cura, il sito internet http://www.dottrinalavoro.it in materia di lavoro. (*Le considerazioni sono frutto esclusivo del pensiero dell’autore e non hanno carattere in alcun modo impegnativo per l’Amministrazione di appartenenza)

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2 Commenti

  1. Roberto
    Agosto 11, 16:40 Reply

    E’ anomalo che una azienda che sviluppa software non conceda, ai propri dipendenti, lo smart-working. Ritengo che Lei e sua moglie ne abbiate diritto e come tale dovreste richiederlo formarlmente in virtù di quanto previsto dall’articolo 90 del decreto Rilancio. L’azienda potrà negarlo soltanto se riterrà incompatibile le vostre mansioni rispetto alle modalità organizzative e produttive che si è dato.

  2. Dan
    Agosto 04, 18:00 Reply

    Salve, una domanda. Io lavoro dal lockdown in smart working parziale (4 su 5, per mia scelta). L’ho trovata un’esperienza molto positiva anche se talvolta è capitato che si prolungasse molto oltre il normale orario di lavoro(sempre per mia scelta).
    Io ho mandato comunicazione via telematica all’azienda appena dopo la pubblicazione del decreto rilancio (art.90) che dava la possibilità fino al 31 Luglio di lavorare in sw.
    Dal 1 Agosto, il mio datore di lavoro, ha preteso che tutti rientrassimo a tempo pieno, senza distinzione di mansione tra i settori dell’azienda nonostante lo stato d’emergenza sia stato prorogato fino al 15 ottobre. Io sviluppo software gestionali, quindi esclusivamente uso il mio dispositivo e raramente faccio riunioni, se non qualche briefing per visionare il progetto che avanza, cosa che abbiamo fatto senza problemi anche da remoto. Ho un figlio di 4 anni. Anche mia moglie lavora nella stessa azienda sempre come sviluppatrice. Come scusa per negarci il diritto, il datore si rifa alla bassa presenza di personale in Agosto causa ferie, ma la nostra presenza non è necessaria dato che sviluppiamo software.
    Abbiamo entrambi diritto?
    Secondo lei come dobbiamo comportarci?
    Grazie e saluti
    D

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