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Dimissione con “buonuscita” formalizzata con una lettera firmata dal lavoratore. È corretta come procedura?

Dimissione con “buonuscita” formalizzata con una lettera firmata dal lavoratore. È corretta come procedura?

Un nostro dipendente vuole andar via e, per questo, vorrebbe un “contributo” che l’azienda è favorevole a dare. Presenterà quindi una dimissione con preavviso più breve rispetto a quanto previsto dal Ccnl e gli abbiamo accordato una buonuscita di 6 mensilità. Vorremmo formalizzare tutto in una lettera da far firmare al lavoratore. È corretta la procedura?

Sarebbe preferibile stipulare un accordo di conciliazione in sede sindacale, in modo da contemperare una serie di prescrizioni:

  • con l’accordo, viene meno l’onere per il lavoratore di comunicare le dimissioni online;

  • la “buonuscita” può essere classificata come “incentivo all’esodo” ed essere decontribuita per l’azienda;

  • la definizione in sede cd. “protetta”, blocca eventuali ricorsi da parte del lavoratore.

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Sull' autore

Roberto Camera
Roberto Camera 715 posts

Esperto di Diritto del Lavoro e relatore in convegni sulla gestione del personale. Ha creato, ed attualmente cura, il sito internet http://www.dottrinalavoro.it in materia di lavoro. (*Le considerazioni sono frutto esclusivo del pensiero dell’autore e non hanno carattere in alcun modo impegnativo per l’Amministrazione di appartenenza)

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5 Commenti

  1. Nicoleta
    Settembre 17, 14:32 Reply

    Buongiorno io sono sono una dipendente di una azienda da 10 ani,adesso sono in maternità,ho chiesto a mio datore di lavoro la riduzione di orario,io prima avevo l’orario 9:17:30 adesso ho chiesto 9:00_15:00 problema e che lei non vole accettare ha detto che non ha bisogno ,solo dalle 10:00_16:00 io non posso fare questo orario perché ho due figlie piccole che dovrei prenderli alle 16:00 da scuola infanzia e una da nido,lei mi constringe con l’orario a dare le dimissioni, vorrei sapere se ho diritto a buna uscita se mi licenzio io,o quale potrebbe essere la alternativa,grazie mille

    • Roberto
      Settembre 19, 20:27 Reply

      Purtroppo il legislatore non ha previsto, per questa casistica, la possibilità di effettuare di diritto il part-time. Ragion per cui il datore di lavoro può negare la conversione del rapporto di lavoro da tempo pieno a part-time.
      Se si trova nel primo anno di vita di suo figlio, ha diritto a dare le dimissioni senza preavviso e ricevendo la Naspi dall’Inps.

  2. lavorolavoro
    Maggio 25, 09:45 Reply

    buongiorno, l’azienda vuole concordare con me le mie dimissioni, mi vorrebbe dare un incentivo all’esodo.
    tuttavia vorrei capire come mi devo comportare poichè non ho ancora visto accordi scritti,
    non ci sono accordi con i sindacati, si tratta di una trattativa individuale che riguarda me solo.
    ho provato a contattare il patronato ma “non si occupano di dimissioni concordate”
    ho chiesto assistenza alla DTL Milano ma non hanno fatto un copia incolla con le istruzioni delle dimissioni on line.
    cosa devo fare? grazie mille

    • Roberto
      Maggio 25, 21:47 Reply

      Una eventuale risoluzione consensuale deve essere concordata tra le parti e va fatta in una sede cd. “protetta” e cioè dinanzi alla commissione di conciliazione presso l’Ispettorato del lavoro o dinanzi ad un sindacalista conciliatore. Prima di sottoscrivere l’accordo, deve verificare tutti i presupposti e l’importo dell’incentivo all’esodo che le verrà erogato (tempi e modi). Provi ad andare presso un sindacato di categoria, in modo da farsi assistere.

  3. Ayouba
    Ottobre 20, 11:32 Reply

    Sono un dipendente,come faccio a chiedere buonuscita lavoro con un contratto indeterminato da 2014
    Qualcuno mi può aiutare?

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