Ho un figlio di 10 anni, ho letto che avrò diritto a lavorare da casa, è vero?

Ho un figlio di 10 anni, ho letto che avrò diritto a lavorare da casa, è vero?

Ho un figlio di 10 anni, ho letto che avrò diritto a lavorare da casa, è vero?

Il decreto Rilancio, tra le misure di aiuto alle famiglie, ha previsto un diritto, in capo al lavoratore/genitore, di effettuare la prestazione lavorativa in smart-working e cioè all’esterno dei locali aziendali, per tutto il periodo di emergenza epidemiologica da COVID–19 (fino al 31 luglio 2020).

La norma dispone alcuni requisiti, tra cui l’avere un figlio inferiore ai 14 anni e l’altro genitore non lavoratore e non fruitore di un ammortizzatore sociale.

Detto ciò, la possibilità di lavorare da remoto sarà concessa esclusivamente qualora la prestazione di lavoro sia compatibile con le caratteristiche del lavoro agile.

 

Per maggiori informazioni leggi anche:

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Sezione provvedimenti riguardanti l’emergenza sanitaria da Covid-19

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Roberto Camera
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Esperto di Diritto del Lavoro e relatore in convegni sulla gestione del personale. Ha creato, ed attualmente cura, il sito internet http://www.dottrinalavoro.it in materia di lavoro. (*Le considerazioni sono frutto esclusivo del pensiero dell’autore e non hanno carattere in alcun modo impegnativo per l’Amministrazione di appartenenza)

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9 Commenti

  1. singita83
    Agosto 06, 08:23 Reply

    Buongiorno, lavoro in un’azienda di 3.000 dipendenti.
    Da 7 mesi svolgo una mansione non compatibile con lo smart working, ma durante i dieci anni precedenti ho svolto una mansione compatibile con lo smart working.
    Posso fare richiesta di smart working, motivandola con i miei anni di esperienza precedente, e chiedendo di essere reinserito nella precedente mansione?
    Grazie in anticipo.

  2. Vera
    Giugno 18, 23:11 Reply

    Buonasera
    desideravo chiederle un chiarimento in merito al diritto del genitore di figli <ai 14 anni di richiedere/continuare lo swartworking, fatte salve le condizioni relative all'altro genitore, la parte in cui si recita "Detto ciò, la possibilità di lavorare da remoto sarà concessa esclusivamente qualora la prestazione di lavoro sia compatibile con le caratteristiche del lavoro agile" che significa e come viene meglio contestualizzato il "sia compatibile"; come sempre si lascia nelle norme ampio spazio alle fantasie e discrezionalità unilaterali più disparate. Per avere un chiarimento concreto sulla compatibilità o meno quali condizioni/caratteristiche devono sussistere affinchè un genitore con un minore si possa vedere rifiutato un diritto e potere di conseguenza agire per il riconoscimento dello stesso. Grazie

    • Roberto
      Giugno 24, 14:06 Reply

      Ciò sta a significare che il datore di lavoro può negare il diritto del lavoratore allorquando dimostri la incompatibilità tra le caratteristiche della prestazione lavorativa e la modalità di lavoro da remoto.
      In particolare, il diniego al lavoro agile dovrebbe essere giustificato dall’azienda che dovrà evidenziare le caratteristiche della prestazione che ritiene non possano dar adito ad uno svolgimento delle attività lavorative fuori dai locali aziendali.

  3. Lety
    Giugno 10, 18:25 Reply

    Buona sera,
    sono mamma di un bambino minore di 14 anni. La mia azienda chiede per poter continuare a lavorare in Smart Working mia dichiarazione che altro genitore non beneficia di sostegni al reddito. Il mio compagno usufruirà di assegno ordinario solo per 4gg a fine giugno (in quei giorni io sarò in ferie). Per tutto il restante periodo mi spetta la possibilità di lavoro in SW? posso richiederlo e dichiarare che l’altro genitore non beneficia di strumenti di sostegno al reddito visto che in quei 4 gg io non lavorerò ma sarò in ferie?

    Grazie

    • Roberto
      Giugno 13, 15:22 Reply

      Lei dovrà dichiarare che durante il periodo di fruizione dello smart-working (dal … al ….) suo marito non fruirà di ammortizzatori sociali.

  4. Giacomo
    Maggio 23, 09:47 Reply

    Buongiorno,

    sembrerebbe che la mia azienda consideri tra i genitori non lavoratori anche quelli che stanno in Smart Work volendo evitare, di fatto, che entrambi i genitori (che lavorano in aziende diverse) possano essere contemporaneamente in Smart Work. Tenendo conto del fatto che in questo modo l’unico genitore obbligato a badare al minore dovrà inevitabilmente trascurare parte dei propri doveri lavorativi, volevo sapere se è legittima una interpretazione di questo tipo della legge. Io per genitore non lavoratore intendo disoccupato o inoccupato e non semplicemente genitore che svolge il proprio lavoro a casa.

    • Roberto
      Maggio 25, 08:05 Reply

      Non è così. Il genitore in smart-working è un lavoratore e come tale l’altro genitore potrà richiedere legittimamente di svolgere la prestazione da remoto. Al momento non c’è altra intepretazione da parte del Ministero del Lavoro.

  5. Maria
    Maggio 21, 10:27 Reply

    buongiorno, sono stata licenziata il 29/02/2020, dopo quasi 2 anni di solidarietà, percepirò la naspi per due anni, già la sto percependo.
    Volevo chiederle se rientro in qualche dpcm oppure no.
    Grazie

    • Roberto
      Maggio 23, 11:42 Reply

      No, purtroppo non rientra in nessuna indennità “una tantum”. Provi a verificare, il relazione al reddito percepito ad aprile, se può richiedere il Reddito di Emergenza (articolo 82 del decreto Rilancio).

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