Ho firmato un patto di non concorrenza della durata di 3 anni e valido in tutta Europa, a fronte di un euro in più in busta paga. È giusto?

Ho firmato un patto di non concorrenza della durata di 3 anni e valido in tutta Europa, a fronte di un euro in più in busta paga. È giusto?
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Il mio datore di lavoro mi ha fatto firmare un patto di non concorrenza che durerà 3 anni e che prevede il divieto di lavorare in tutte le aziende del mio settore, in tutta Europa. A fronte di questo, mi paga, in busta, un euro in più al mese. È giusto?

Una delle motivazioni che può portare un giudice a valutare la nullità del patto di non concorrenza è proprio la non congruità tra il corrispettivo mensile (nel suo caso) indicato in busta paga e i limiti imposti, all’ex lavoratore, dal patto stesso. Effettivamente non appare congruo il valore del patto di non concorrenza. Provi a sentire un legale in merito.

Di seguito un estratto del Codice civile riguardante il Patto di non concorrenza:

Dispositivo dell’art. 2125 Codice civile

Patto di non concorrenza

Il patto con il quale si limita lo svolgimento dell’attività del prestatore di lavoro, per il tempo successivo alla cessazione del contratto, è nullo se non risulta da atto scritto, se non è pattuito un corrispettivo a favore del prestatore di lavoro e se il vincolo non è contenuto entro determinati limiti di oggetto, di tempo e di luogo.

La durata del vincolo non può essere superiore a cinque anni, se si tratta di dirigenti, e a tre anni negli altri casi. Se è pattuita una durata maggiore, essa si riduce nella misura suindicata.

 

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Roberto Camera
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Funzionario dell'Ispettorato Nazionale del Lavoro e relatore in convegni sulla gestione del personale. Ha creato, ed attualmente cura, il sito internet http://www.dottrinalavoro.it in materia di lavoro. (*Le considerazioni sono frutto esclusivo del pensiero dell’autore e non hanno carattere in alcun modo impegnativo per l’Amministrazione di appartenenza)

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