Vestizione e orario di lavoro: quando il cambio divisa si conta?
Roberto Camera risponde alle domande degli utenti
Prima di iniziare a lavorare, l’azienda mi obbliga a mettere la divisa. Il tempo da quando entro a quando inizio il lavoro è considerato “orario di lavoro”?
In merito a questo argomento, dopo alcune decisioni della giurisprudenza è intervenuto il Ministero del Lavoro il quale – con l’interpello n. 1 del 23 marzo 2020 – ha chiarito che l’attività di vestizione e di svestizione deve essere inclusa nell’orario di lavoro solo nel caso in cui il datore di lavoro abbia imposto al lavoratore di indossare determinati indumenti dallo stesso forniti, con il vincolo di tenerli sul posto di lavoro.
Viceversa, non sarebbe riconducibile ad orario di lavoro l’ipotesi in cui i lavoratori non siano obbligati ad indossare la divisa in azienda e non abbiano l’obbligo di dismetterla alla fine dell’orario, lasciandola in sede.
In tali ultime ipotesi, infatti, il lavoratore resta libero di scegliere il tempo e il luogo dove indossare la divisa, ben potendo decidere di effettuare tale operazione presso la propria abitazione, prima di recarsi al lavoro.
Il vincolo può essere anche implicito
Il vincolo a cambiarsi sul posto di lavoro non deve necessariamente risultare da un ordine scritto: secondo l’orientamento richiamato dal Ministero, può derivare anche dal regolamento aziendale o dalla natura degli indumenti e dalla loro funzione.
È il caso, per esempio, di capi o dispositivi il cui utilizzo in azienda sia richiesto da esigenze di sicurezza o igiene. L’interpello richiama, sul punto, l’ordinanza della Cassazione n. 505 dell’11 gennaio 2019.
Autore
Rispondi
Solo registrati possono commentare.



La destinazione del TFR dei neoassunti dal primo luglio: la posizione dell’Inps
Permessi per grave infermità: quando spettano e quali patologie rientrano
Rassegna stampa del 07 Settembre 2026

0 Commenti
Non ci sono Commenti!
Si il primo a commentare commenta questo articolo!