Lavoro in somministrazione: con i rinnovi aumentano anche gli stipendi
Con la recente pubblicazione dell’Osservatorio Assolavoro Datalab sul lavoro in somministrazione nel 2025, emerge subito un dato rilevante: la crescita media del fatturato delle Agenzie per il Lavoro, pari al +1,4%. A questo si aggiunge l’aumento dello stock delle retribuzioni dei lavoratori in somministrazione a tempo indeterminato, pari al +3,6%. Guardando invece alla retribuzione media oraria degli addetti a tempo indeterminato, il dato sale dai 14,80 euro del 2024 ai 15,28 euro del 2025.
Dai dati emerge poi un altro elemento da osservare: le Agenzie per il Lavoro vengono contattate sempre più spesso dalle imprese per la ricerca di profili qualificati o ad alto valore aggiunto, con livelli retributivi medi più elevati. Al contrario, per i profili meno qualificati le aziende tendono a ricorrere a tipologie contrattuali meno onerose e meno tutelate, come il lavoro intermittente o quello stagionale.
Trend 2025: somministrazione più vicina all’andamento dell’occupazione nazionale
Nel 2025 il quadro della somministrazione presenta luci e ombre. Gli occupati complessivi in somministrazione scendono da poco più di 479mila a 475mila, con una media mensile in calo dello 0,8%. Nello stesso anno, l’occupazione generale in Italia continua comunque a crescere, ma a un ritmo più lento: +0,8%, contro il +1,5% registrato nel 2024 rispetto al 2023.
La somministrazione, però, mostra un andamento diverso: nel 2024 aveva registrato un calo medio annuo del -3,9%, mentre nel 2025 la flessione è stata più contenuta (-0,8%).
Quindi, anche se la somministrazione è ancora in diminuzione, non cala più con l’intensità dell’anno precedente, e questo riduce la distanza rispetto all’andamento complessivo del mercato del lavoro.
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Il tempo indeterminato tiene, ma nel 2025 rallenta la sua crescita
Nel 2025 l’andamento della somministrazione è stato influenzato soprattutto dal calo dei contratti a termine. Questa componente continua infatti a diminuire dal 2023 e si è attestata su poco meno di 328.000 lavoratori medi al mese, lontana dal picco dei 394.000 del 2022.
Al contrario, i lavoratori in somministrazione a tempo indeterminato hanno continuato a crescere nella media annua. Nel 2025 sono stati infatti 147.693, contro i 144.461 del 2024, con un aumento del +2,2%.
Guardando però ai dati mese per mese, emerge un segnale nuovo: nel corso del 2025 si registra una prima frenata dopo un lungo periodo di crescita continua. I lavoratori a tempo indeterminato passano da quasi 150.000 a gennaio a poco più di 145.000 a dicembre. Questa dinamica ha portato anche a una lieve riduzione del peso del tempo indeterminato sul totale dei somministrati. A dicembre 2025 la loro incidenza è infatti scesa al 31,1%, rispetto al 31,6% dello stesso mese del 2024.
Altri dati: nel 2025 la somministrazione ha mantenuto un’incidenza pari a circa il 2% sugli occupati totali. Sul totale degli occupati alle dipendenze, la quota dei somministrati è scesa dal 2,6% del 2024 al 2,5% del 2025. Al contrario, sul totale degli occupati a termine, l’incidenza della somministrazione è salita al 18,6%, contro il 17,4% del 2024, perché il lavoro a termine “puro” è diminuito più dei contratti in somministrazione. Nello stesso periodo, anche le ore totali lavorate in somministrazione sono scese dell’1,3%.
La lettura di Generazione Vincente
Così l’Amministratore Delegato di Generazione Vincente S.p.A., Alfredo Amoroso, commenta i dati emersi dall’Osservatorio Assolavoro Datalab: “Questi dati confermano una dinamica che osserviamo ogni giorno anche nel nostro lavoro: le imprese ci chiedono sempre più spesso competenze qualificate, capacità di lettura del contesto e selezioni costruite con metodo. Per Generazione Vincente, questo significa continuare a presidiare la somministrazione come strumento capace di unire qualità del lavoro, rapidità di risposta e attenzione concreta alle esigenze delle aziende.”
Fonte: Assolavoro
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