Impugnazione della certificazione del contratto di lavoro

Impugnazione della certificazione del contratto di lavoro

La Certificazione del contratto può essere impugnata?

La Certificazione del contratto di lavoro, prevista dall’articolo 75 e ss. del Decreto Legislativo n. 276/2003 (cd. Riforma Biagi), è una procedura di validazione anticipata della volontà delle parti interessate all’utilizzazione di una certa tipologia contrattuale. La funzione certificatoria è utile a prevenire controversie giudiziali sul piano qualificatorio del rapporto di lavoro.

Avverso alla certificazione di un contratto si può ricorrere, dinanzi al giudice ordinario, unicamente per:

  • vizi del consenso, vale a dire per errore, dolo e violenza;
  • erronea qualificazione del contratto e cioè erronee conclusioni della commissione sulla natura del contratto: l’atto è nullo ab origine;
  • difformità tra il programma negoziale certificato e la sua successiva attuazione.

Inoltre, è possibile esperire l’azione avanti al TAR, nella cui giurisdizione ha sede la Commissione che ha certificato il contratto:

  • per violazione del procedimento
  • per eccesso di potere

Precisazioni sulla certificazione

La disciplina va letta in coordinamento con l’articolo 80 del D.Lgs. n. 276/2003, che individua i rimedi esperibili nei confronti della certificazione e distingue tra ricorso al giudice ordinario e ricorso davanti al giudice amministrativo.

Va inoltre ricordato che gli effetti dell’accertamento della Commissione permangono, anche verso i terzi, fino all’accoglimento, con sentenza di merito, di uno dei ricorsi giurisdizionali previsti, salvo eventuali provvedimenti cautelari.

Autore

Roberto Camera
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Esperto di Diritto del Lavoro e relatore in convegni sulla gestione del personale. Ha creato, ed attualmente cura, il sito internet http://www.dottrinalavoro.it in materia di lavoro. (*Le considerazioni sono frutto esclusivo del pensiero dell’autore e non hanno carattere in alcun modo impegnativo per l’Amministrazione di appartenenza)

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