Esonero contributivo lavoratrici madri 2026: requisiti e condizioni

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Esonero contributivo lavoratrici madri 2026: requisiti e condizioni

Quali sono i requisiti che deve avere una lavoratrice madre affinché l’azienda possa ricevere la decontribuzione prevista dalla Legge di Bilancio 2026?

Si tratta dell’esonero contributivo previsto introdotto dall’articolo 1, commi da 210 a 213, della Legge di Bilancio 2026 (Legge n. 199/2025).

La misura, applicabile alle assunzioni effettuate dal 1° gennaio 2026, è finalizzata a favorire l’occupazione di una categoria di lavoratrici considerate maggiormente svantaggiate nel mercato del lavoro: donne madri di almeno tre figli minori di 18 anni e prive di un impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi.

L’incentivo consiste nell’esonero totale dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro, entro il limite massimo di 8.000 euro annui, mantenendo invariata l’aliquota di computo delle prestazioni pensionistiche della lavoratrice.

Il requisito dei tre figli minori

I requisiti richiesti alla lavoratrice devono risultare presenti al momento dell’assunzione. Sotto il profilo familiare, la lavoratrice deve essere madre di almeno tre figli di età inferiore a 18 anni. Nel computo rientrano anche i figli adottati o affidati. Le eventuali variazioni successive relative allo stato civile, alla composizione del nucleo familiare o al raggiungimento della maggiore età da parte di uno dei figli non determinano la perdita dell’agevolazione già riconosciuta.

L’assenza di un impiego regolarmente retribuito

Il secondo requisito riguarda l’assenza di un impiego regolarmente retribuito nei sei mesi precedenti l’assunzione. Si tratta di una nozione tecnico-giuridica che non coincide necessariamente con lo stato formale di disoccupazione. In base alla disciplina di riferimento, è considerato privo di impiego regolarmente retribuito il soggetto che, nel periodo considerato, non abbia svolto un’attività di lavoro subordinato della durata di almeno sei mesi oppure un’attività autonoma o parasubordinata dalla quale sia derivato un reddito superiore alle soglie fiscali previste.

I datori di lavoro e i rapporti agevolabili

L’esonero è rivolto ai datori di lavoro privati, compresi quelli operanti nel settore agricolo, e può riguardare assunzioni a tempo determinato, anche in somministrazione, assunzioni a tempo indeterminato e trasformazioni a tempo indeterminato di rapporti a termine già agevolati. Sono esclusi i rapporti di lavoro domestico, l’apprendistato, il lavoro intermittente e le assunzioni effettuate dalle pubbliche amministrazioni.

Durata e misura dell’esonero contributivo

La durata dell’agevolazione varia in relazione alla tipologia contrattuale: 12 mesi per le assunzioni a tempo determinato, 18 mesi complessivi in caso di trasformazione a tempo indeterminato del rapporto agevolato e 24 mesi per le assunzioni dirette a tempo indeterminato. Il beneficio copre il 100% dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro entro il limite di 8.000 euro annui, mentre restano esclusi i premi e i contributi dovuti all’INAIL.

Autore

Roberto Camera
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Esperto di Diritto del Lavoro e relatore in convegni sulla gestione del personale. Ha creato, ed attualmente cura, il sito internet http://www.dottrinalavoro.it in materia di lavoro. (*Le considerazioni sono frutto esclusivo del pensiero dell’autore e non hanno carattere in alcun modo impegnativo per l’Amministrazione di appartenenza)

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