Divario di genere: occupazione e retribuzione

Divario di genere nel salario e nell'occupazione: la Direttiva (UE) 2023/970 auspica cambiamenti importanti a riguardo

Divario di genere: occupazione e retribuzione

Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha emanato il Decreto Interministeriale n. 365 del 20 novembre 2023, con il quale vengono individuati i settori di lavoro e le professioni caratterizzati da un tasso di disparità di genere pari al 25% del valore medio annuo.

Disparità di genere nell’occupazione

I settori e le professioni individuati dall’analisi, svolta per il 2024 ed effettuata ai fini dell’applicazione degli incentivi all’assunzione (art. 4, comma 11 della L. n. 92/2012), sono presenti nelle tabelle A e B del Decreto. Per una valutazione fondata, è necessario analizzare le retribuzioni corrisposte a lavoratori e lavoratrici che svolgano un lavoro dello stesso valore.

Nel dettaglio, il tasso di disparità medio rilevato, sulla base delle elaborazioni effettuate dall’ISTAT in relazione alla media annua del 2022, è pari al 9,8%.

Retribuzione

Questa disparità, già evidente, risulta ancora più manifesta analizzando un ulteriore differenza significativa: quella retributiva.

La Direttiva (UE) 2023/970, in risposta alle differenze salariali fra lavoratori e lavoratrici, ha attuato svariate novità di rilievo pronte a condizionare le politiche retributive delle imprese in modo significativo. Tuttavia: se l’accertamento dell’assenza di fenomeni discriminatori, sul piano della retribuzione, non presenta difficoltà quando la lavoratrice e il lavoratore svolgono mansioni diverse nello stesso settore. Infine, l’attività di comparazione del lavoro può risultare complessa nel momento in cui l’equità delle politiche retributive deve essere accertata in virtù della comparazione di valore tra diverse mansioni.

L’art. 34, par. 1 della Direttiva (UE) 2023/970 del 10 maggio 2023, in vigore a partire dal 6 giugno 2023, stabilisce che: entro il 7 giugno 2026 ciascuno Stato membro dell’Unione è tenuto a conformare la legislazione domestica alle disposizioni dettate dalla direttiva al fine di applicare il principio di parità di retribuzione di genere per uno stesso lavoro o per un lavoro di pari valore. Tutto ciò si avvalora mediante la trasparenza retributiva.

La Direttiva (UE) riprende i diritti d’informazione che si aggiungono a quelli introdotti dal decreto Trasparenza. Essa prevede nuovi obblighi di comunicazione riguardo il divario retributivo da comparare all’obbligo di trasmissione del rapporto sul personale.

Concludendo, la direttiva introduce la valutazione delle retribuzioni congiunta: un elemento di grande rilievo nell’impianto normativo che condizionerà le politiche retributive dell’impresa, auspichiamo, in modo importante.

 

Autore

Annalidia Iorio
Annalidia Iorio 22 posts

Laureata in Lettere Moderne e specializzata in Scienze della Comunicazione, sono giornalista pubblicista. La mia più grande passione è la scrittura, dalla quale nascono i miei due personali interessi: cinema e letteratura.

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