Rimborso RSA con il welfare aziendale per un genitore
Roberto Camera risponde alle domande degli utenti
La mia azienda ha previsto un welfare per i dipendenti. Nel massimale di importo previsto, posso farmi rimborsare il costo della RSA che ospita mio padre?
La risposta è sì, se il welfare è stato previsto all’interno di un accordo sindacale o un regolamento aziendale e se tra i servizi sono previsti anche quelli di cui all’articolo 51, comma 2, lettera f-ter, del TUIR.
Proprio in merito al rimborso per spese effettuate dal dipendente per un proprio familiare anziano o non autosufficiente è intervenuto il legislatore con il decreto legislativo n. 148/2026, che ha modificato il requisito della convivenza con il dipendente. Ad oggi, non è un requisito necessario per vedersi rimborsato, nei limiti di importo per welfare previsti dall’accordo/regolamento.
Recentemente, l’Agenzia delle Entrate è intervenuta con la risposta n. 163/R/2026, chiarendo tale requisito.
Ricordo che è importante che il lavoratore fornisca al datore di lavoro:
- le ricevute di pagamento che evidenziano il familiare beneficiario,
- una autodichiarazione ove specifichi che non ha intenzione di richiedere il rimborso ad altri soggetti (es. altro datore di lavoro, ente pubblico, ecc.).
Spese di assistenza ai familiari e welfare aziendale
L’articolo 51, comma 2, lettera f-ter, del TUIR esclude dal reddito di lavoro dipendente le somme e le prestazioni erogate dal datore di lavoro per la fruizione di servizi di assistenza a familiari anziani o non autosufficienti individuati dall’articolo 12 del TUIR. Il trattamento fiscale non comporta, da solo, un diritto automatico al rimborso: occorre che la prestazione sia prevista dal piano di welfare aziendale e che siano rispettati i relativi limiti.
Convivenza e riferimento dell’Agenzia delle Entrate
Il decreto legislativo 7 agosto 2026, n. 148 ha modificato l’articolo 12, comma 4-ter, del TUIR, eliminando dal primo periodo il riferimento alla convivenza o alla percezione di assegni alimentari. La modifica si applica dal periodo d’imposta in corso al 20 dicembre 2025.
L’Agenzia delle Entrate, con la risposta a interpello n. 163 del 14 agosto 2026, ha esaminato il rimborso delle spese sostenute per il ricovero in RSA della madre non convivente. Nel testo della risposta di Roberto Camera il riferimento è indicato come “n. 163/R/2026”.
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