Incentivo NASpI 2026: requisiti, importo e condizioni per l’assunzione

Incentivo NASpI 2026: requisiti, importo e condizioni per l’assunzione

Un lavoratore che voglio assumere sta percependo la NASPI, posso fruire del relativo incentivo?

La disciplina degli incentivi all’occupazione contempla specifiche agevolazioni in favore dei datori di lavoro che procedono all’assunzione di soggetti percettori di indennità NASpI. La misura si inserisce nel quadro delle politiche attive del lavoro, con la finalità di favorire il reinserimento dei lavoratori disoccupati attraverso una riduzione del costo contributivo a carico del datore di lavoro.

L’incentivo non è generalizzato, ma trova riconoscimento esclusivamente al ricorrere di determinati presupposti normativi, connessi sia alla tipologia del rapporto instaurato sia alla posizione soggettiva del lavoratore interessato.

Requisiti e quantificazione del beneficio

Se l’assunzione è a tempo pieno e indeterminato ovvero si tratta di una trasformazione da tempo determinato a tempo indeterminato e pieno, nessun problema a richiedere un contributo mensile pari al 20% dell’indennità mensile residua che sarebbe stata corrisposta al lavoratore, per il periodo non goduto di NASpI, sotto forma di conguaglio contributivo.

L’importante è che il precedente datore di lavoro (colui il quale ha licenziamento il lavoratore), non faccia parte delle aziende collegate o controllate a quella che oggi richiede l’incentivo in quanto nuovo datore di lavoro.

Per la richiesta del contributo, il datore di lavoro deve trasmettere alla sede INPS, presso la quale assolve ai propri obblighi contributivi, tramite cassetto previdenziale, selezionando nel campo “oggetto” la denominazione “L.92/2012 art. 2, c. 10bis (assunzione di beneficiari di NASpI), la dichiarazione di responsabilità e la dichiarazione sugli aiuti de minimis.

Condizioni e limiti di accesso

Il riconoscimento dell’incentivo è subordinato alla verifica dell’assenza di rapporti di collegamento o controllo tra il datore di lavoro che ha cessato il rapporto e quello che procede alla nuova assunzione. Tale previsione risponde all’esigenza di evitare utilizzi distorsivi dello strumento agevolativo.

Ulteriore elemento rilevante è rappresentato dalla titolarità effettiva della prestazione NASpI in capo al lavoratore al momento dell’assunzione, nonché dalla presenza di una quota residua non ancora fruita. L’incentivo, infatti, è direttamente parametrato a tale residuo, con conseguente incidenza sulla durata e sull’entità del beneficio riconosciuto.

Autore

Roberto Camera
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Esperto di Diritto del Lavoro e relatore in convegni sulla gestione del personale. Ha creato, ed attualmente cura, il sito internet http://www.dottrinalavoro.it in materia di lavoro. (*Le considerazioni sono frutto esclusivo del pensiero dell’autore e non hanno carattere in alcun modo impegnativo per l’Amministrazione di appartenenza)

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