Bonus Lavoro 2026, Sicurezza e Somministrazione di Lavoro: cosa rischia chi non è a norma

Bonus Lavoro 2026, Sicurezza e Somministrazione di Lavoro: cosa rischia chi non è a norma

Il sistema degli incentivi sul lavoro sta diventando molto più rigoroso. Come introdotto nel Decreto PNRR (DL 19/2024), l’accesso ai bonus contributivi e normativi è ora strettamente legato non solo alla regolarità dei pagamenti, ma anche al rispetto delle norme sulla sicurezza sul lavoro, anche in somministrazione.

L’obiettivo della riforma sta sia nel combattere il sistema di lavoro nero che nel garantire che le aziende rispettino i diritti dei lavoratori nei fatti e non solo sulla carta. Buone notizie però per le aziende che non presentano irregolarità: il “ravvedimento operoso”, ovvero una tutela per le imprese che, a differenza di qualche tempo fa, non fa perdere immediatamente il bonus in caso di violazione delle norme. Oggi le imprese hanno la possibilità di non veder cessare il proprio diritto e di non perdere anche le somme già ricevute, mettendosi però in regola seguendo le indicazioni del verbale.

Somministrazione lavoro: le quattro norme da non dimenticare

Per i datori che attivano la somministrazione del lavoro che volessero aver diritto ad incentivi ed agevolazioni, ci sono quattro punti cardinali cui non bisogna mai venir meno per non rischiare. Parliamo del possesso dei requisiti specifici stabiliti dalle singole discipline delle agevolazioni; del rispetto dei principi generali sugli incentivi all’assunzione; delle norme sulle condizioni di lavoro e sull’assicurazione obbligatoria dei lavoratori; ed infine del rispetto delle condizioni imposte dall’Ue sui casi specifici.

Innanzitutto, si deve poter soddisfare tutti i campi richiesti per avere le agevolazioni: è ovviamente obbligatorio poter soddisfare requisiti e condizioni stabiliti dalle relative discipline per poter acquisire il diritto al bonus. Inoltre, le aziende non saranno accettate in fase di richiesta, qualora dovessero venir meno al diritto di precedenza (se l’azienda assume qualcuno “dall’esterno” ignorando un ex dipendente che ha il diritto di essere riassunto); se l’azienda risulta in crisi o riorganizzazione; se ci sono obblighi preesistenti o in caso di invio in ritardo della comunicazione obbligatoria di assunzione.

Sicurezza sul lavoro, assicurazione obbligatoria e DURC

Altre normative da non sottovalutare assolutamente sono quelle inerenti alla sicurezza sul lavoro. Condizioni di lavoro e assicurazione obbligatoria dei lavoratori in questo caso sono fondamentali. Inoltre, i contributi previdenziali devono essere pagati correttamente; bisogna poi rispettare i contratti collettivi e qui, qualunque irregolarità può comportare sanzioni, anche gravi. Infatti, in mancanza di DURC regolare (pagamenti corretti contributi previdenziali), l’azienda perde i bonus per tutti i dipendenti e per tutto il periodo dell’irregolarità. Se invece venissero meno gli accordi su contratti o norme di legge, la sanzione è più mirata. Si perdono i benefici solo per i lavoratori direttamente coinvolti dalla violazione e solo per il tempo in cui è durata l’irregolarità.

Per concludere, andiamo al quarto punto. Qui, l’INPS si è premurata di specificare in che modo avverranno le verifiche per assegnare i bonus a chi non ha sanzioni in atto. Tutto ciò che sarà inerente alle possibili mancanze delle aziende, verrà inserito dal sistema, direttamente in un portale chiamato “Portale nazionale del sommerso”. A seconda della risposta, quindi, si capirà chi è meritevole di agevolazioni e chi no.

Leggi DURC online

Autocertificazione: l’INPS fa chiarezza

Andranno quindi controllate tutte le violazioni, che in questo caso sono contenute nel decreto del 2015 e che quindi, impedirebbero qualsiasi richiesta di sconto sulle tasse. Per questo chi si occupa di somministrazione deve stare molto attento. In questo momento però, il “Portale nazionale del sommerso” non è ancora totalmente operativo, le aziende che volessero mettersi in regola anzitempo, a questo punto sono ancora in tempo per farlo. Infine, ecco l’obbligo di autocertificazione: per non bloccare le agevolazioni, l’INPS ha stabilito che i datori di lavoro devono continuare a dichiarare sotto la propria responsabilità (autocertificazione) di essere in regola. Questa dichiarazione va inviata all’Ispettorato Territoriale del Lavoro (ITL).

Le aziende, quindi, non sono più chiamate ad una continua regolarità amministrativa, ma ora la sfida diventa anche rigida sul piano gestionale. Qui, è facile evincere l’importanza di una gestione corretta e strutturata del lavoro, anche in somministrazione. Munirsi delle corrette linee guida in tal senso diventano fondamentali per non vedersi sottrarre il diritto alle agevolazioni previste.

Leggi anche: Cos’è la Somministrazione di lavoro? Quali sono i vantaggi? Tutto quello che c’è da sapere

                                                                                                                                                                                                                                                              Fonte: INPS

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