INPS: esonero contributivo Agricoltura 2020, l’esito dei controlli

INPS: esonero contributivo Agricoltura 2020, l’esito dei controlli

L’INPS, con il messaggio n. 72 del 7 gennaio 2026, comunica che, a seguito della definizione dei controlli ex post finalizzati alla verifica dei requisiti per l’esonero contributivo in agricoltura 2020, sono in fase di notifica i provvedimenti di annullamento per le domande con esito negativo.

Le motivazioni del rigetto sono riportate nei provvedimenti e nelle “note di elaborazione” in calce al modulo di domanda presentato tramite il Portale delle Agevolazioni (ex DiResCo). In questa sezione sono indicati anche gli importi da pagare e le relative codeline per il versamento.

Cosa rischiano le aziende

Il rischio concreto per le aziende è quello di trovarsi ad affrontare criticità di natura amministrativa ed economica, con effetti rilevanti sotto entrambi i profili. In tali casi, l’INPS richiede il pagamento degli importi contributivi dovuti, al fine di evitare l’applicazione di sanzioni civili o, in caso di mancato adempimento, l’avvio di azioni di recupero coattivo.

Le sanzioni civili possono essere ridotte del 50% qualora il pagamento avvenga entro 30 giorni dalla notifica del provvedimento, oppure nel caso di presentazione di un’istanza di rateazione entro lo stesso termine, con contestuale versamento della prima rata.

L’attivazione dell’istanza di riesame può consentire all’azienda, in presenza di specifiche criticità istruttorie, di evitare o ridurre gli effetti sanzionatori. Possono emergere, in sede di controllo, profili non correttamente valorizzati dall’INPS, quali documentazione contabile o contrattuale non correttamente acquisita in fase istruttoria, errori nell’inquadramento aziendale, incongruenze nei codici ATECO o difformità tra i dati aziendali e gli archivi contributivi.

Come regolarizzare il debito contributivo

Le modalità di regolarizzazione non si discostano significativamente da quelle previste per altri istituti agevolativi, come l’esonero legato alla certificazione della parità di genere. L’eventuale debito presente nell’estratto conto aziendale può essere regolarizzato tramite la funzione “Comunicazione Bidirezionale” del Cassetto Previdenziale del Contribuente, presentando una “Richiesta di calcolo delle somme aggiuntive” o un’istanza di “Rateazione”.

Se il pagamento dei contributi dovuti avviene entro 30 giorni dalla notifica, oppure mediante rateazione con istanza presentata entro il medesimo termine, la sanzione civile si riduce del 50%, come previsto dall’articolo 116, comma 8, lettera b-bis, della legge n. 388/2000, come modificata dal decreto-legge n. 19/2024.

Riduzione delle sanzioni e possibilità di riesame

In caso di pagamento rateale, la riduzione della sanzione è subordinata al versamento della prima rata.

È inoltre possibile proporre istanza di riesame dei provvedimenti di annullamento attraverso la funzione “Comunicazione Bidirezionale” del Cassetto Previdenziale, selezionando l’oggetto “Esoneri e benefici contributivi”.

In assenza di elementi sufficienti per sostenere un’istanza di riesame, risulta fondamentale per le aziende intervenire con tempestività, alla luce dei profili di rischio connessi, con potenziali ripercussioni sulla gestione economica e finanziaria dell’impresa. La conoscenza delle procedure e delle tempistiche risulta pertanto essenziale per una corretta gestione degli adempimenti contributivi.

Fonte: INPS

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