Dipendente e lavori socialmente utili: come comportarsi?
Roberto Camera risponde al quesito di un utente
Un dipendente mi dice che deve svolgere lavori socialmente utili. È un obbligo per il lavoratore? come mi devo comportare come azienda?
L’articolo 54, del decreto legislativo n. 274 del 28 agosto 2000, dispone la possibilità, per i responsabili di alcuni reati (con particolare riferimento ad alcune violazioni del Codice della strada, ad esempio: guida in stato ebbrezza e guida in stato di alterazione psico-fisica per uso di sostanze stupefacenti), di una misura alternativa alla detenzione. Infatti, il “condannato” può richiedere, come forma alternativa alla detenzione, di effettuare lavori socialmente utili che vanno a sostituire una sanzione penale.
La modalità e le ore di LSU le definisce il lavoratore con il giudice. Il periodo non può essere inferiore a 10 giorni né superiore a 6 mesi. L’orario settimanale non può superare le 6 ore, tranne nel caso in cui il condannato richieda un orario maggiore al fine di velocizzare il periodo di LSU da effettuare. Comunque, la durata giornaliera della prestazione non può oltrepassare le 8 ore.
Ai fini del computo della pena, un giorno di lavoro di pubblica utilità consiste nella prestazione, anche non continuativa, di 2 ore di lavoro.
Per quanto riguarda l’assenza dal lavoro, il lavoratore può richiedere ore di ROL, qualora previste dal CCNL applicato al rapporto di lavoro, ovvero ferie, sempreché il contratto collettivo preveda la possibilità di fruirne in ore. In mancanza di ROL e ferie, è possibile indicare l’assenza come giustificata e non retribuita.
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