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La Gevi Napoli Basket torna “a casa” per festeggiare la permanenza in A

Una delegazione della squadra nella sede di Generazione Vincente S.p.A. per brindare alla salvezza. Tutte le dichiarazioni degli ospiti

La Gevi Napoli Basket torna “a casa” per festeggiare la permanenza in A

Dalla A… alla A. La Gevi Napoli Basket, dopo una stagione complessa ma intensa, ha raggiunto l’obiettivo prefissato: la permanenza nella massima serie. Per festeggiare il traguardo, una delegazione della squadra, rappresentata dal coach Buscaglia, da capitan Uglietti, Zerini e Gudaitis, ha fatto visita ieri alla sede centrale di Generazione Vincente S.p.A.. L’AD Alfredo Amoroso ha fatto gli onori di casa, poi spazio a brindisi, foto e alla promessa di tanti altri successi da raggiungere insieme. A margine del momento, abbiamo rivolto qualche domanda agli ospiti, raccogliendo le loro impressioni ed emozioni dopo la conquista di un obiettivo tanto sudato quanto meritato. Riportiamo di seguito le dichiarazioni più significative.

Alfredo Amoroso, AD di Generazione Vincente S.p.A. e della Gevi Napoli Basket

“Sul parquet del Palabarbuto e sulle maglie dei giocatori campeggia in grande la scritta Gevi. Tutti ne parlano, ma cosa significa Gevi e qual è la sua mission? Infine, com’è nato lo slogan “Vincere è questione di mentalità?”

“Gevi – Generazione Vincente è la nostra azienda, un’Agenzia per il Lavoro che cinque anni fa ha scelto di accompagnare il Napoli Basket in questo percorso, che è stato netto di crescita e che ci ha visto protagonisti prima come Title Sponsor, poi con l’ingresso in società. “Vincere è questione di mentalità” è il nostro motto, con mio padre l’idea è stata sempre quella di puntare sulle persone, che sono il fulcro di tutto quello che si può creare di bello in questo mondo. Gevi è nata un po’ su questi che erano dei propositi e che nel tempo sono diventati la realtà che conosciamo oggi, una realtà a livello nazionale che conta più di 30 filiali, più di 150 addetti e decine di migliaia di lavoratori somministrati negli anni”.

“Michele Amoroso, tuo padre, aveva creduto fortemente in questo progetto, consapevole che lo sport è una delle leve positive che può spingere la città di Napoli ad emergere sempre di più. A che punto è questo processo, viste le soddisfazioni nel calcio e nel basket?”

“Lo sport è un volano sociale di incredibile importanza. Nel progettare l’impresa che stiamo vivendo e abbiamo vissuto l’anno scorso con la promozione in Serie A, siamo partiti da un forte legame con la città. Tutti sanno che anche il logo del Napoli Basket è stato realizzato in questi uffici, logo che vede il cavallo che è simbolo di una Napoli millenaria, le foglie di alloro, il lettering del vecchio lanificio di Napoli, i gigli borbonici che fanno parte di una nostra cultura che è sempre bello poter ricordare e fa onore a quella che è stata l’idea imprenditoriale e quella che è l’associazione con la città. Quest’anno abbiamo giocato le partite tutte punto a punto, magari tecnicamente qualcuna meglio, qualcuna peggio, ma la cosa di cui dobbiamo essere orgogliosi è proprio il fatto di esserci sempre stati. Anche i nostri avversari si sono accorti che la nostra è una squadra che vuole stare su questi palcoscenici e che piano piano ha velleità per prendersi delle soddisfazioni”.

Maurizio Buscaglia, coach Gevi Napoli Basket

“Coach lei è arrivato a Napoli a metà marzo in un momento in cui la squadra era in forte crisi di risultati. Come valuta, da un punto di vista tecnico, questi due mesi alla guida del gruppo?“

“Io di tutta questa bellissima storia di Gevi ho vissuto 50 giorni ma li ho vissuti molto intensi e con grande gioia. Sono arrivato in un momento molto delicato, un momento in cui c’era bisogno di vincere davanti a un calendario molto difficile e complicato. Ho trovato una disponibilità incredibile, una presenza di spirito, tecnica e mentale da parte di staff, team e giocatori che è stata alla fine vincente per portare a casa le partite che erano l’obiettivo per conquistare poi la salvezza. Non è scontato nel nostro sport, non è scontato per una squadra neopromossa e non è scontato in un momento difficile, quando vieni da molte sconfitte. Non è stata facile come annata, e quindi dobbiamo prenderci anche i giorni giusti per godere del risultato”.

“Qual è stato il fattore che vi ha permesso di raggiungere l’obiettivo salvezza?“

“Credo innanzitutto la disponibilità che tutti hanno dato verso l’obiettivo. Sembra logico e scontato ma non lo è perché bisogna sacrificare parte di se stessi per il bene della squadra. La seconda cosa è stata la tranquillità mantenuta nei momenti delicati. Secondo me siamo arrivati a giocare la partita decisiva nella settimana in cui siamo riusciti veramente a esaltare la serenità che un club, una proprietà, gli sponsor, le persone, il team hanno avuto, ovviamente con la tensione e la pressione, ma tutto volto al risultato e quindi tutto esternato in maniera molto positiva e giusta”. 

Andrea Zerini, Lorenzo Uglietti, Arturas Gudaitis

“Cosa pensate della città di Napoli? Vi siete trovati bene? Cosa vi ha colpito di più?”

Zerini: “Trovati bene assolutamente, io e Uglietti è già il secondo anno che siamo qua, ci ha colpito un po’ tutto, dal cibo, al sole, al mare, alle persone. È una città molto caotica ma che ti fa amare lo stare qua”.

Uglietti: “La guida nel traffico, no scherzo…anche io mi trovo molto bene e la cosa che mi piace di più è che nelle giornate libere se vuoi c’è tanto da fare, tanto da vedere, l’essere circondati da tante attrazioni che ti aiutano a passare in maniera diversa le tue giornate libere. E poi uscire e vedere il mare”.

Gudaitis: “Napoli è una città che puoi amare o odiare. A me personalmente è piaciuta perché io so adattarmi a qualsiasi situazione e Napoli sarà sempre parte del mio cuore, perché qui, oltre alla città, ho trovato dei compagni speciali, mi hanno supportato e sono loro molto grato”.

Pensate di rimanere a Napoli?

Uglietti: “È il contratto che decide se rimaniamo, però se si crea la giusta situazione è una città in cui mi sono trovato molto bene. È chiaro che quando si parla di lavoro non c’è solo la città, contano anche la società, l’organizzazione, l’allenatore, ci sono tante cose che si devono incastrare, però se tutte le cose combaciano io sono stato molto bene e mi piacerebbe restare”.

Zerini: “Stessa cosa vale per me, contrattualmente c’è già un accordo, poi si faranno le valutazioni del caso ma ci sono tutti i presupposti per rimanere“.

Un messaggio ai tifosi della Gevi Napoli Basket?

Zerini: “È stato un anno molto travagliato ma sono sempre stati presenti, ci hanno fatto sempre sentire il loro affetto. Siamo riusciti a salvarci, siamo riusciti a mantenere questa categoria e cerchiamo di ripartire al meglio il prossimo anno“.

Uglietti: “Un ringraziamento, perché ci hanno supportato sempre, non è stato facile ma hanno dimostrato pazienza e rispetto per il nostro lavoro e hanno dimostrato una volontà di rimanere in questa competizione in Serie A e l’hanno trasmessa anche a noi. Un grazie enorme e un arrivederci al prossimo anno”.

Sull' autore

Federica Barbi
Federica Barbi 35 posts

Laureata in Lettere Moderne all’Università Federico II di Napoli, Giornalista e Social Media Manager. "Gioco" con le parole da tutta la vita. Ogni giorno provo ad usarle con armonia: “La comunicazione non è quello che diciamo, bensì quello che arriva agli altri”

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