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Le politiche attive in Italia: qual è la situazione e gli obiettivi futuri

Tra gli obiettivi prefissati dal nuovo governo c’è il rafforzamento delle politiche attive per il lavoro.  

Le politiche attive in Italia: qual è la situazione e gli obiettivi futuri

Poco meno di dieci giorni fa il Capo dello Stato ha conferito a Mario Draghi l’incarico a formare un nuovo governo. Tra i diversi obiettivi prefissati sicuramente c’è il rafforzamento delle politiche attive per il lavoro.  

Che cosa si intende per politiche attive

Le politiche del lavoro sono degli interventi che incidono direttamente sul mercato del lavoro per prevenire la disoccupazione, entrate in vigore alla fine di settembre 2015 con il D.Lgs. 150/2015 uno degli ultimi decreti applicativi del “Jobs Act”. Le politiche attive sono invece una serie di iniziative di riqualificazione messe in atto per favorire il reinserimento dei lavoratori, che precedentemente hanno perso la propria occupazione, nel ciclo produttivo.

Le politiche attive in Italia

Tale strumento viene invocato tutte le volte che c’è un nuovo governo, ma effettivamente in Italia qual è la situazione? Paola Nicastro, direttore generale dell’Anpal (agenzia nazionale per le politiche attive), ha affermato: “Nonostante le difficoltà della fase emergenziale, la struttura ha sviluppato vari strumenti per aiutare ad assorbire lo shock occupazione che verrà dalla pandemia.”

Durante il suo mandato Nunzia Catalfo, Ministro del Lavoro, ha introdotto il Fondo nuove competenze in modo tale che i lavoratori potessero adeguare la propria formazione professionale. Gli ultimi dati sono incoraggianti e dimostrano che se usato in modo giusto può essere uno strumento utile per favorire i lavoratori. Per usufruire del fondo sono arrivate richieste da circa 590 aziende (si parla di 91.150 lavoratori coinvolti) per un totale di quasi 8 milioni di ore di formazione.

Perché le aziende usufruiscono di questo fondo? Perché grazie al suo utilizzo le imprese ottengono un calo del costo del lavoro equivalente ad un massimo di 250 ore a dipendente.

Gli obiettivi futuri di Anpal

Per il futuro prossimo Anpal sta lavorando ad un fascicolo elettronico del lavoratore, un documento dove all’interno saranno presenti tutte le informazioni inerenti ai percorsi di istruzione, formazione e lavoro del singolo cittadino. Paola Nicastro spiega: “L’obiettivo è rendere operativo il fascicolo entro l’anno” e per tale ragione si sta provvedendo ad un accordo con il ministero dell’Istruzione per avere acceso ai dati scolastici.

Prossimamente sul nostro portale Job Opinion Leader ci sarà l’intervista esclusiva a Paola Nicastro, direttore generale dell’Agenzia Nazionale per le Politiche Attive (Anpal).

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