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Garanzia di occupabilità dei lavoratori: gli strumenti di politica attiva presenti nel programma

Il programma Gol nasce per finalizzare l’inserimento occupazionale dei senza lavoro mediante l’erogazione di servizi specifici di politica attiva del lavoro.

Garanzia di occupabilità dei lavoratori: gli strumenti di politica attiva presenti nel programma

Oggi 22 dicembre in Aula a Montecitorio sono attesi due strumenti di politica attiva del lavoro contenuti nel programma Garanzia di occupabilità dei lavoratori (Gol).

Il 2020 ha causato ingenti danni all’economia del paese, provocando sia un deciso aumento della disoccupazione e sia la chiusura di diverse imprese. Per tali ragioni sono stati istituiti dei programmi che potessero in qualche modo contrastare gli effetti della pandemia.

Il programma Gol nasce per finalizzare l’inserimento occupazionale dei senza lavoro mediante l’erogazione di servizi specifici di politica attiva del lavoro.

Tra le novità introdotte dal programma ritroviamo:

  • un’estensione dell’assegno di ricollocazione ai disoccupati percettori di Naspi da oltre 4 mesi e ai cassintegrati (con una dote di 267 milioni per il 2021)
  • estensione dell’incentivo fiscale per i “cervelli” rientranti prima del 2020 iscritti all’Anagrafe Italiani residenti all’estero (Aire)
  • la possibilità per la pubblica amministrazione di poter assumere dodici mila lavoratori socialmente utili a tempo indeterminato.

Proprio per quanto riguarda l’attuazione degli strumenti di politica attiva la situazione è ancora molto incerta poiché sono nate diverse discussioni in merito. Le risorse verranno attribuite al ministero del Lavoro per poi essere successivamente trasferite all’Anpal (Agenzia Nazionale Politiche Attive del Lavoro).  Nel programma Garanzia di occupabilità dei lavoratori viene riconosciuto un assegno di ricollocazione spendibile presso un centro per l’impiego o un’Agenzia accreditata.

Per tale ragione il presidente di Assolavoro (l’Associazione Nazionale di Categoria delle Agenzie per il Lavoro) Alessandro Ramazza è stato molto critico con questo provvedimento.

Le sue dichiarazioni:

“In queste condizioni è difficile un coinvolgimento delle Agenzie private. I fondi non sono pluriennali ma limitati al 2021, non c’è il riconoscimento di una quota per il processo, manca una cornice nazionale e non è una misura universale. Così non si possono fare investimenti per assumere personale da dedicare allo strumento”.

Leggi anche:

Le politiche attive del lavoro: l’importanza di investire nella formazione

 

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