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Le politiche attive del lavoro: l’importanza di investire nella formazione

Che cosa sono e perché sono un'opportunità per le imprese

Le politiche attive del lavoro: l’importanza di investire nella formazione

La diffusione del virus che ha influenzato enormemente la situazione di diverse nazioni nel mondo e la conseguente crisi economica, hanno evidenziato quanto fosse necessario, qualora ci fossero ancora dei dubbi, investire nelle politiche attive del lavoro.

Gli investimenti utili a migliorare quei settori duramente colpiti dalla pandemia dovranno avvenire attraverso un piano ben strutturato.

Per politiche attive generalmente si intende una serie di interventi finalizzati al supporto del lavoratore nella ricerca di un impiego, rafforzando quelle competenze necessarie nella ricerca di un lavoro. (Qui per ulteriori approfondimenti)

Per contrastare la crisi, è stato istituito un fondo presso Anpal con l’obiettivo di sostenere la ripresa delle attività lavorative delle imprese e allo stesso tempo offrire ai lavoratori l’opportunità di utilizzare strumenti innovativi in modo tale da poter sviluppare nuove competenze da sfruttare nel mondo del lavoro.

L’accesso a questo Fondo presuppone la sottoscrizione di un accordo collettivo di secondo livello da parte di associazioni dei datori di lavoro e dalle rappresentanze sindacali operative in azienda.

Il 23 novembre 2020 l’Agenzia nazionale per le politiche del lavoro ha pubblicato le Faq chiarendo in maniera definitiva come i contributi appartenenti a questo fondo non sono destinate solo alle imprese ma anche ai datori di lavoro privati e i liberi professionisti che hanno dipendenti e che applicano il Ccnl.

L’investimento in politiche attive avrà come obiettivo principale capire esattamente il fabbisogno del datore di lavoro, in modo tale da poter far sviluppare al lavoratore quelle competenze necessarie affinché possa operare e soddisfare le richieste presenti attualmente nel mercato del lavoro.

Pertanto, risulta essenziale che le politiche attive implementino ulteriori piani in modo tale da poter aggredire gli effetti provocati inevitabilmente dalla crisi pandemica sia sulle occupazioni sia per difendere quella categoria di lavoratori più deboli come i giovani e i precari.

La complessa situazione e l’evoluzione progressiva che c’è stata, con l’affermazione prorompente del digitale, fanno sì che è diventato fondamentale acquisire nuove competenze e investire nella formazione professionale del capitale umano.

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