Per un contratto di collaborazione coordinata e continuativa che prevede una supervisione e soluzione tecnica presso la clientela di macchine in fornitura e il supporto alla definizione di una nuova gamma di forni sulla base delle problematiche riscontrate, è possibile dotare il collaboratore di auto aziendale?

Per un contratto di collaborazione coordinata e continuativa che prevede una supervisione e soluzione tecnica presso la clientela di macchine in fornitura e il supporto alla definizione di una nuova gamma di forni sulla base delle problematiche riscontrate, è possibile dotare il collaboratore di auto aziendale?

In risposta alla sua domanda, Le allego il sunto di una recente sentenza della Cassazione (n. 17160 del 12 luglio 2017), la quale ha affermato che il riconoscimento della subordinazione, in un rapporto svolto all’esterno del perimetro aziendale, può discendere anche dalla valutazione di elementi sussidiari come:

  1. l’obbligo di visite ai clienti programmate giornalmente dal datore;
  2. l’assenza di qualsiasi scelta discrezionale;
  3. l’utilizzazione di strumenti e mezzi aziendali.

Sicuramente il terzo elemento è accessorio rispetto ai primi 2. Detto questo, per quanto riguarda il caso specifico, l’ auto aziendale può essere considerato un problema esclusivamente laddove l’ispettore trovi altri elementi di subordinazione. In questo caso, l’auto si “somma” agli altri “indizi”, fino ad arrivare al disconoscimento della collaborazione stessa.

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Roberto Camera
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Funzionario dell'Ispettorato Nazionale del Lavoro e relatore in convegni sulla gestione del personale. Ha creato, ed attualmente cura, il sito internet http://www.dottrinalavoro.it in materia di lavoro. (*Le considerazioni sono frutto esclusivo del pensiero dell’autore e non hanno carattere in alcun modo impegnativo per l’Amministrazione di appartenenza)

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