Soft skills: l’aspetto umano del colloquio

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La ricerca del personale da parte di un’azienda è sempre una cosa fondamentale per gli equilibri interni di un luogo di lavoro. Molto spesso ci si sofferma semplicemente sul curriculum vitae come interfaccia per interagire con il recruiter che ci troviamo di fronte. La cosa però non è così semplice, e si dipana in modo molto più complesso di così.

Le semplici capacità acquisite o il percorso di studi intrapreso e concluso sono solo la punta dell’iceberg che un buon “cacciatore di teste” valuta per la decisione. Infatti il recruiter durante un colloquio prende in esame tutto ciò che è scritto all’interno del CV ma ancor di più quello che non è detto, tutte quelle capacità e peculiarità che sono dette Soft Skills, cioè quelle competenze trasversali come le abilità sociali, comunicative e gestionali, che sono complementari alle Hard Skills.

Capita molto spesso che i candidati sottovalutino queste caratteristiche a favore di quelle meramente tecniche, e che non si rendano conto nemmeno di averle o di deficitare in alcune di queste. Al contrario, invece, colui o colei che effettua un colloquio pone molta importanza a questi aspetti personali del candidato in esame, anzi, la maggior parte delle volte diventano tratti fondamentali per il successo o il fallimento del colloquio stesso.

 Ma quali sono le soft skills che un’azienda richiede? Una panoramica su quelle più importanti dà il senso complessivo di quello che un buon recruiter giudica rilevanti.

  • Problem solving

È la capacità di affrontare una questione nel miglior modo possibile comprendendo e analizzando un problema per trovarne la migliore soluzione. I problemi che si affrontano durante una giornata lavorativa sono molteplici e tutti diversi, dal pc che non vuole funzionare, ad un cliente troppo esigente, alle difficoltà a portare a termine un compito. Mostrare un atteggiamento propositivo e orientato alla risoluzione del problema è fondamentale per giocare questa carta. Al contrario lamentarsi e chiedere sempre al proprio responsabile come muoversi in continuazione rallenta il lavoro e ci fa percepire dagli altri troppo passivi.

  • Team working

Questa è una skill molto rilevante, è la capacità di relazionarsi agli altri. Il Team working esprime l’attitudine a costruire rapporti, ascoltare i propri colleghi e creare un clima disteso all’interno di un gruppo di lavoro. C’è bisogno di empatia e capacità di relazionarsi al cliente o altre figure esterne al proprio gruppo di lavoro. La parola chiave è sinergia, perché imparare a coordinarsi e a fare “il gioco di squadra” sono elementi imprescindibili per il successo professionale.

  • Flessibilità

Questa è la propensione ad adattarsi a qualsiasi contesto lavorativo. Non tirarsi indietro di fronte alle novità. Flessibilità non vuol dire subire tutti i cambiamenti passivamente, ma essere capaci di modificarsi e rinnovarsi seguendo le proprie esigenze senza mai imporsi o essere, al contrario, troppo indolente. Il mercato del lavoro è in continua evoluzione e mutamento, a volte anche repentini. Avere dei dipendenti che sono disponibili a cambiare mansioni, compiti e ruoli diventa un’arma in più in un contesto fortemente competitivo.

  • Creatività

Molto legato anche alla flessibilità, questo concetto è particolarmente ricercato in azienda. In periodi di crisi economica e di riorganizzazioni aziendali, l’abilità ad innovare fa davvero la differenza. Proporre cambiamenti, pensare fuori dagli schemi e creare sinergie di idee originali diventano fattori imprescindibili per qualsiasi tipo di professione. Competere in un mercato fluido di nuovi competitor e imprese già affermate richiede il coraggio di cambiare ed essere più creativi possibile. La stagnazione nella routine diventa un nemico che solo questo tipo di capacità può combattere, ed è per questo che possederla significa emergere.

  • Motivazione

Un’attitudine che può sembrare fra le meno importanti ma che se dovesse mancare causerebbe il peggioramento delle performance di tutta l’azienda. L’impegno nel mostrare le proprie motivazioni e l’abilità di motivare gli altri diventa una discriminante essenziale all’interno di un team. Essere determinati e motivati è un ottimo viatico sia per essere assunti che poi successivamente come trampolino per un successo professionale, specialmente nel periodo di prova o di apprendistato in cui si è chiamati a dare il massimo in modo continuativo.

Queste sono solo alcune delle tante caratteristiche che rientrano nel grande contenitore che porta il nome di Soft Skills. La scrematura dei CV si fa in base alle esperienze e competenze pregresse, oppure, con quelle formative. Ma poi la scelta definitiva di un candidato si prende in base all’aderenza delle sue Soft Skill alle esigenze dell’azienda. Come scrisse Lyle M. Spencer: “È possibile insegnare a un tacchino a salire in cima a un albero, però per quel lavoro sarebbe meglio assumere uno scoiattolo”.

 

 

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Luca De Martino

A cura di : Luca De Martino

Collaboratore per quattro anni del quotidiano "Cronache di Napoli" come redattore di articoli di cronaca politica, bianca, economia, giudiziaria e nera. Collaboratore di blog e siti web in qualità di cronista.

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