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“Almeno il 40% di donne nei Cda”: direttiva dell’UE per la parità di genere

Approvata, dopo uno stallo di 10 anni, la direttiva "Women on Boards", grazie all'accordo raggiunto tra Commissione, Consiglio e Parlamento Europeo

“Almeno il 40% di donne nei Cda”: direttiva dell’UE per la parità di genere

Entro il 2026, nelle società quotate in borsa dell’Unione Europea, almeno il 40% degli incarichi da amministratori non esecutivi o il 30% di tutti incarichi da amministratori dovranno essere ricoperti da donne. A stabilirlo è la direttiva Women on Boards, in stallo da dieci anni e finalmente approvata con l’accordo raggiunto tra Commissione, Consiglio e Parlamento Europeo. 

Nel caso in cui ci siano due candidati di generi diversi, a parità di qualifiche, la priorità dovrà essere data al candidato femminile. Inoltre, una volta all’anno le società dovranno presentare alle autorità competenti un resoconto sugli obiettivi che hanno raggiunto e, nel caso in cui fossero in difetto, dimostrare in che modo intendono agire per bilanciare le disparità.
E per chi non rispetta gli obiettivi sono previste delle vere e proprie sanzioni pecuniarie, che potranno essere applicate dalle autorità nazionali.

Il provvedimento, come accennato in apertura, ha avuto una gestazione molto lunga, di oltre 10 anni, dato che la Commissione aveva presentato la proposta per la prima volta nel 2012.

La presenza delle donne nei Cda è un punto di cruciale attenzione per le organizzazioni: nel mondo solo il 18,7% dei posti nei Consigli di Amministrazione sono occupati da donne. Nelle più grandi società quotate in borsa dell’Ue, attualmente solo il 30,6% dei membri sono donne, con differenze percentuali sostanziali tra i diversi Paesi (ad es. 45,3% in Francia e 8,5% a Cipro).

In Italia, anche grazie agli interventi normativi alla legge Golfo Mosca, si è raggiunta una percentuale del 36% di presenze femminili nei Consigli di Amministrazione, eppure le Amministratrici Delegate sono solo il 2%. (dati Consob).

La direttiva approvata darà più forza alla presenza della diversità, del talento e della crescita.

Anche Generazione Vincente Spa si è spesso occupata di Diversity&Inclusion, con interventi concreti, progetti e azioni di verifica. Attualmente, in azienda, oltre il 70% delle risorse umane è rappresentato da donne.

Le aziende aperte all’inclusione sono anche quelle che meglio sanno rispondere ai bisogni del mercato. Ed è questa è la direzione da seguire.

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