Benessere aziendale – Come cambiano gli uffici con il lavoro agile

Gli uffici cambiano e diventano multispace per favorire il benessere dei lavoratori

Benessere aziendale – Come cambiano gli uffici con il lavoro agile

Il lavoro agile per il benessere aziendale – Il caso Boston Consulting Group

Benessere aziendale. Negli ultimi giorni, a fronte dell’emergenza coronavirus, molte aziende cercano di tutelare famiglie e lavoratori attraverso soluzioni di lavoro agile. La scelta dello smart working, ovvero la possibilità di lavorare da remoto, consente a un imprenditore di mantenere intatta la produttività e di tutelare il dipendente che può lavorare comodamente da casa. Tale scelta non è di certo una novità e negli ultimi anni sono numerose le aziende che decidono di adottare questa soluzione.

Ma il lavoro agile è molto di più di una soluzione da adottare in casi di emergenza come quello del coronavirus. È una modalità di esecuzione del rapporto di lavoro subordinato caratterizzato dall’assenza di vincoli orari o spaziali e aiuta il dipendente a conciliare i tempi di vita con il lavoro. Ed ecco che molte aziende si adeguano ai tempi rimodernando anche gli uffici. Un esempio valido è fornito dalla sede di Milano della Boston Consulting Group, una delle prime imprese che ha sperimentato nuove forme di lavoro agile. L’ufficio infatti è stato ristrutturato in un’ottica del benessere aziendale. La maggior parte dei dipendenti che lavorano in ufficio infatti non hanno una scrivania assegnata ma possono sedersi dove vogliono in base alle esigenze del progetto da svolgere.

Nella sede di Milano sono disponibili anche 60 scrivanie rialzate a occupazione libera che consentono di lavorare in piedi. Secondo alcuni studi, sono postazioni che favoriscono la concentrazione e limitano le posture errate.

EFM e le zone liquide

Un altro esempio di lavoro agile è dato da EFM, azienda con esperienza ventennale nel settore immobiliare. EFM segna il passaggio generale dall’era del possesso personale all’era della condivisione aperta di risorse e strumenti. In questo modo tutti i lavoratori, a prescindere dal livello gerarchico, hanno la possibilità di scegliere gli spazi più idonei alle attività da svolgere durante la giornata. Ecco perché le zone interne dell’azienda vengono definite liquide: sono alla portata di tutti ed è ognuno è libero di scegliere lo spazio dove lavorare.

Daniele Di Fausto, giovane amministratore delegato di EFM, sostiene i dipendenti hanno la possibilità di lavorare da casa attraverso lo smart working e in contemporanea la struttura degli uffici comincia cambiare. In questo modo si offrono ai dipendenti dei luoghi esperienzali con l’uso innovativo di spazi pubblici, bar, librerie e hotel.

I dati dell’Osservatorio Smart Working

Il cambiamento delle aree lavorative interessa innanzitutto le nuove professioni dei lavoratori mobili. Secondo l’Osservatorio Smart Working del Politecnico di Milano, gli smart worker in Italia sono stati lo scorso anno 570 mila, in crescita del 20% dal 2018. I dipendenti che usufruiscono dello smart working godono di flessibilità e autonomia nella scelta degli orari e luoghi di lavoro. In più dispongono anche di strumenti digitali per operare in mobilità. Dai dati emerge che i lavoratori smart hanno un grado di soddisfazione più elevato di chi opera in modo tradizionale negli uffici. Il 76% di loro infatti è soddisfatto della loro operatività.

Mariano Corso, responsabile scientifico dell’Osservatorio sostiene nell’epoca dello smartworking, il concetto di openspace sta lasciando posto al multispace. La flessibilità impone infatti che gli spazi di lavoro cambino nel corso della giornata lavorativa e siano riconfigurabili con pareti mobili. In questo modo anche gli spazi per il pranzo diventano aree di collaborazione informali. Il multispace consente di ottenere risparmi economici e di lavorare con sinergia in pochi metri quadri. Ecco perché gli architetti pongono attenzione all’estetica, al comfort e alla capacità di soddisfare esigenze non strettamente collegate al lavoro, ma che devono essere rilevanti soprattutto per il benessere personale.

Accenture, impresa pioniere del lavoro agile

Accenture è stata pioniere in Italia del lavoro agile. Ha iniziato oltre dieci anni fa proponendo alle funzioni corporate di operare fino a due giorni alla settimana in modalità remota. Nella forma di lavoro agile sono coinvolti i dipartimenti legali, marketing e finanza, le risorse umane e il supporto di segreteria. A luglio 2019 è partito un nuovo programma per rivisitare gli spazi e arricchire l’esperienza lavorativa dei talenti nelle principali città dove l’azienda è presente. Si tratta di un investimento complessivo di oltre 360 milioni di euro e 70 mila metri quadrati che vedrà entro il 2021 nascere i nuovi forward building.

Accenture infatti si pone l’obiettivo di arricchire l’esperienza professionale dei propri dipendenti e attraverso la creazione di nuovi modelli di lavoro che permettono di comprendere le esigenze dei clienti e offrire soluzioni innovative in tempi rapidi. Su questa tema Brother, l’azienda giapponese leader nelle soluzioni di stampa, ha da poco presentato il report: “I luoghi di lavoro del futuro” in cui si indica come cambieranno gli spazi aziendali con il design ispirato all’ambiente.

 

Sull' autore

Roberto Caiazzo
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1 Commento

  1. Marta R.
    Aprile 28, 23:15 Reply

    gentile Roberto,
    il suo post che fa di BCG “l’esempio” è fuorviante: primo perché sono un’azienda americana, di impronta americana; poi perchè lavorano come consulenti tipicamente presso gli uffici dei loro clienti e quindi non hanno necessità di avere un posto per tutti nei loro uffici. Insomma, l’esempio non è calzante per nulla. Mi piacerebbe calasse la sua analisi in una realtà italiana, possibilmente grande e che svolga il lavoro per lo più nei propri uffici. Meglio ancora con una parte di manifattura.
    saluti

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