È possibile inviare in trasferta un Apprendista?

È possibile inviare in trasferta un Apprendista?
image_pdfimage_print

L’Ispettorato Nazionale del Lavoro, con la nota n. 290 del 12 gennaio 2018, considera compatibile la formazione di un apprendista con la possibilità che questi venga distaccato per un breve periodo. Ritengo che il chiarimento, per analogia, si possa ritenere valido anche per la trasferta.

In proposito, l’Ispettorato del Lavoro evidenzia alcuni presupposti perché ciò sia possibile:

  • sussistenza dell’interesse del distaccante,
  • espressa previsione del distacco nel piano formativo individuale del lavoratore,
  • presenza di un tutor adeguato messo a disposizione dal datore di lavoro.

Su quest’ultimo punto, ricordo che il Ministero del Lavoro, con la circolare n. 40/2004, parlando di formazione “a distanza”, ha chiarito che qualora in azienda sia presente un numero idoneo di specializzati, non è assolutamente rilevante la loro localizzazione nell’unità produttiva nella quale operano gli apprendisti e che lo stesso discorso può ben essere esteso all’attività di “tutoraggio”.

In tali casi, pertanto, la condizione è che questa figura sia in grado di garantire l’integrazione tra l’eventuale formazione esterna e quella interna, potendo lo stesso assumere anche solo la funzione di controllo in ordine alla regolarità ed alla qualità della formazione svolta dal soggetto apprendista.

Di seguito la nota n. 290 dell’INL:

[…] In proposito questa Direzione non ravvisa ostacoli alla possibilità di avvalersi dell’istituto del distacco nei rapporti di apprendistato fermo restando il rispetto dei requisiti di legge in particolare in ordine alla sussistenza dell’interesse del distaccante, alla espressa previsione del distacco nel piano formativo individuale del lavoratore, alla presenza di un tutor adeguato messo a disposizione dal datore di lavoro.

Per quanto riguarda la figura di quest’ ultimo soggetto, fermo restando che l’obbligo di formazione è a carico evidentemente del datore di lavoro che ne garantisce la qualità e la quantità, vale la pena ricordare che il Ministero del Lavoro (cfr. circolare n. 40/2004), seppur con riferimento alle modalità di formazione “a distanza”, ha chiarito che qualora in azienda sia presente un numero idoneo di specializzati, non è assolutamente rilevante la loro localizzazione nell’unità produttiva nella quale operano gli apprendisti e che lo stesso discorso può ben essere esteso all’attività di “tutoraggio”.

In tali casi, pertanto, la condizione è che questa figura sia in grado di garantire l’integrazione tra l’eventuale formazione esterna e quella interna, potendo lo stesso assumere anche solo la funzione di controllo in ordine alla regolarità ed alla qualità della formazione svolta dal soggetto apprendista[…]

Sull' autore

in collaborazione con dottrinalavoro.it
in collaborazione con dottrinalavoro.it 279 posts

www.dottrinalavoro.it è un sito privato di informazione sulle novità in materia di lavoro diretto dal dott. Eufranio Massi e curato dal dott. Roberto Camera.

Vedi tutti i post di questo autore →

Potrebbe interessarti anche

La procedura collettiva di riduzione di personale si applica al settore delle costruzioni edili ?

La risposta è negativa nel senso che la procedura non trova applicazione nel caso di fine lavoro o fine cantiere o anche nell’esaurimento di una singola fase di lavoro che

Esiste un limite al numero di lavoratori somministrati in azienda?

  L’articolo 31, del TU sui contratti di lavoro (DLvo 81/2015) – che disciplina (artt. dal 30 al 40) la somministrazione in materia di lavoro – prevede 2 modalità di

In caso di licenziamento per giusta causa spetta l’indennità di disoccupazione al lavoratore?

Sì, in quanto, per il lavoratore, il licenziamento si tratta di una cessazione involontaria del rapporto di lavoro. A quest’ultimo spetterà la NASPI secondo le regole previste dal decreto legislativo

0 Commenti

Non ci sono commenti al momento!

Puoi essere il primo a commentare questo post!

Lascia un commento