Effetto Pigmalione : trappola o opportunità?

Effetto Pigmalione : trappola o opportunità?

George Bernard Shaw nel 1913 scrisse un’opera teatrale che ebbe un notevole successo in tutta Europa:“Pigmalione”.

Era la storia di due personaggi della borghesia inglese che scommettono di trasformare una fioraia, tale Eliza, in una raffinata donna dell’alta società londinese semplicemente insegnandole l’etichetta e l’accento dei ceti più elevati. Inutile dire che l’esperimento avrà successo e la ragazza entrerà a far parte dell’alta società inglese.

Ma come può essere attinente all’argomento di cui tratteremo? È presto detto. Il “Pigmalione” del titolo fu ripreso da uno psicologo sociale, il dottor Rosenthal, per spiegare quel fenomeno che consiste nel fatto che le aspettative o le convinzioni delle persone, influendo sul loro comportamento e sulle loro prestazioni, possono diventare realtà. Appunto l’effetto pigmalione. Nell’ambito lavorativo, e più specificamente in quello delle risorse umane, è quel tipo di comportamento che utilizza la leadership nei confronti dei dipendenti della propria azienda che può scaturire in un miglioramento o in un peggioramento delle capacità o dei risultati ottenuti.

Specialmente nei lavoratori più giovani la figura del manager è indispensabile nella vita professionale, questi ha la possibilità di migliorare e tirar fuori le capacità del dipendente oppure distruggerle irrimediabilmente. Il professor J. Sterling Livingston scrisse un articolo per l’Harvard Business Review esponendo proprio questo fenomeno. Secondo lo studio se il manager crede che un suo collaboratore abbia un buon potenziale, lo tratterà secondo tale convinzione, determinando per lui obiettivi ambiziosi, assegnandogli compiti nuovi e stimolanti e comunicandogli direttamente o indirettamente le aspettative che l’azienda ha nei suoi confronti. Questo creerà un effetto positivo sul dipendente che sentendo attorno a lui un ambiente stimolante finirà per essere più produttivo e più sicure delle proprie capacità. Al contrario, se un manager non ha fiducia nelle potenzialità di un collaboratore, si comporterà di conseguenza: gli affiderà compiti semplici o di routine, lo tratterà con maggiore distacco e fisserà per lui solamente obiettivi semplici e poco stimolanti, distruggendo in questo modo l’autostima irrimediabilmente. Linvingston evidenzia come le aspettative che i manager hanno nei confronti dei propri dipendenti rappresentano in modo inequivocabile il modo in cui l’azienda creda in essi ed investa nella loro crescita professionale. In questo modo si innesca la cosiddetta profezia che si autoavvera, il nome lo dobbiamo al sociologo Robert Merton, in quanto ciò che è interiorizzato dal collaboratore influenza l’autostima e la sicurezza nei propri mezzi e di conseguenza del lavoro svolto.

Questo processo una volta innescato diventa un circolo virtuoso:

  • Il manager dichiara le sue aspettative creando un clima di supporto
  • Le attese positive creeranno una maggiore fiducia in se stessi
  • Maggiore fiducia porterà maggiore motivazione
  • Questo fattore sarà stimolante e porterà ad una prestazione professionale più efficace

Lo stesso effetto possiamo averlo al contrario, si diceva, e prende il nome di “Effetto Golem” come quello esposto prima può essere positivo, tanto questo, al contrario, può avere risultati molto distruttivi. L’Effetto Golem consiste appunto in una diminuzione delle prestazioni causata dal basso livello delle aspettative da parte del leader nei confronti del dipendente. Il lavoratore inevitabilmente si sentirà più osservato e, accorgendosi della situazione, inizierà a sentirsi sfiduciato. Le reazioni possono in questo caso essere due: o si avrà un’atteggiamento di chiusura, non proporrà idee o soluzioni, oppure la reazione sarà spavalda, cioè con un atteggiamento più rischioso e quindi più esposto all’errore.

In conclusione, in un mondo in cui la comunicazione è diventato un elemento imprescindibile, ogni imprenditore o manager dovrebbe incentivare questo effetto sviluppando una struttura gerarchica in cui i responsabili rinforzino le aspettative positive nei confronti di tutto il personale dell’azienda. Saranno poi gli stessi dipendenti a trarre vantaggio dall’ambiente positivo costruito rendendo più efficace il lavoro e più incisive le capacità professionali.

 

Sull' autore

Luca De Martino
Luca De Martino 22 posts

Collaboratore per quattro anni del quotidiano "Cronache di Napoli" come redattore di articoli di cronaca politica, bianca, economia, giudiziaria e nera. Collaboratore di blog e siti web in qualità di cronista.

Vedi tutti i post di questo autore →

Potrebbe interessarti anche

0 Commenti

Non ci sono commenti al momento!

Puoi essere il primo a commentare questo post!

Lascia un commento