Bonus Irpef : le modalità operative

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Con la circolare n.8/E, l’Agenzia delle Entrate ha fornito i primi chiarimenti operativi in merito al bonus IRPEF introdotto dal D.L. n. 66/2014 in favore dei lavoratori dipendenti e assimilati aventi diritto.
I sostituti d’imposta riconosceranno il credito spettante ai beneficiari a partire dalle retribuzioni erogate nel mese di maggio. Nel caso in cui ciò non sia possibile per ragioni tecniche legate alle procedure di pagamento degli stipendi, i sostituti riconosceranno il credito a partire dalle retribuzioni del mese di giugno, ma dovranno comunque assicurare al lavoratore tutto il credito spettante nel corso del 2014.

Analizziamo sinteticamente le modalità operative:

A Chi spetta il bonus

I contribuenti il cui reddito complessivo è formato:
  • da redditi da lavoro dipendente di cui all’art. 49, comma 1, del TUIR con esclusione dei redditi da pensione;
  • da redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente di cui all’art. 50, comma 1, lett. a), b), c), c-bis), d), h-bis) e l) del TUIR

Condizioni per fruire del bonus

1) l’imposta lorda sul reddito da lavoro dipendente deve essere superiore alle detrazioni per lavoro spettanti (in pratica non si deve trattare di soggetti “a Irpef zero” o “incapienti”); non incidono ai fini del suddetto calcolo le altre tipologie di detrazione diverse da quelle previste dall’art.13, comma 1, del TUIR, quali ad esempio quelle per familiari a carico;

2) il reddito complessivo non deve essere superiore a 26.000 euro.

Detto in altri termini, sono esclusi coloro i quali percepiscono redditi inferiori a 8.145 euro (limite di reddito per il quale le detrazioni per lavoro coprono l’Irpef lorda) e superiori a 26.000 euro.

L’Agenzia delle Entrate ha specificato che il reddito complessivo è assunto al netto del reddito dell’unità immobiliare adibita ad abitazione principale e delle relative pertinenze.

 

Importo del bonus

640 euro, se il reddito complessivo non è superiore a 24.000 euro.

Nel caso in cui il reddito è compreso tra 24.000 e 26.000 euro occorre applicare la seguente formula:

bonus spettante = 640 x [(26.000 – reddito complessivo)/2.000]

Ad esempio, per un reddito complessivo di 25.000 euro il credito spettante è pari a 320 euro.

Il bonus va rapportato al periodo di lavoro nell’anno 2014, considerando il numero dei giorni lavorati nell’anno stesso infatti, il rapporto al periodo di lavoro, se non esplica effetti in caso di lavoro continuativo dal 1° gennaio 2014 al 31 dicembre 2014, ha, invece, ripercussioni nei calcoli in caso di interruzione del lavoro dopo maggio o di assunzione in corso d’anno.

 

Chi eroga il bonus

L’intera operazione è a carico dei sostituti d’imposta che sono tenuti ad erogare il bonus, se spettante, “senza attendere alcuna richiesta da parte del dipendente”.

In sintesi, i sostituti, verificata la spettanza e calcolato l’importo, devono:

1) attribuire il bonus sugli emolumenti corrisposti in ciascun periodo di paga rapportandolo al periodo stesso sulla base dei dati reddituali a loro disposizione e quindi effettuando le verifiche di spettanza del credito e del relativo importo in base al reddito previsionale;

2) utilizzare fino a capienza, l’ammontare complessivo delle ritenute disponibile in ciascun periodo di paga. Su questo specifico aspetto, l’Agenzia delle Entrate precisa che rientrano nell’ammontare complessivo utilizzabile, a titolo di esempio, le ritenute relative all’IRPEF, alle addizionali regionale e comunale nonché le ritenute relative all’imposta sostitutiva sui premi di produttività o al contributo di solidarietà.

In caso di incapienza del monte ritenute tale da non consentire l’erogazione nello stesso periodo di paga a tutti i percipienti che ne hanno diritto, è previsto che il sostituto d’imposta utilizza, per la differenza, i contributi previdenziali dovuti per il medesimo periodo di paga, i quali non devono quindi essere versati.

Nulla emerge dal documento di prassi circa gli adempimenti dei sostituti d’imposta nei confronti dell’INPS ma evidentemente perché a tal fine occorre attendere le istruzioni dell’Istituto che, verosimilmente, richiederanno l’esposizione in occasione della compilazione e trasmissione del flusso UniEmens.

3) indicare il bonus nella certificazione unica dei redditi di lavoro dipendente e assimilati (CUD);

4) indicare gli importi non versati per effetto delle nuove disposizioni nel modello 770.

 

Contribuenti senza sostituto

I soggetti titolari nel corso dell’anno 2014 di redditi di lavoro dipendente e dei redditi assimilati rientranti nel bonus, le cui remunerazioni sono erogate da un soggetto che non è sostituto di imposta, tenuto al riconoscimento del credito in via automatica, possono richiedere il credito nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo di imposta 2014 (modello Unico PF 2015) secondo due diverse modalità:

utilizzo in compensazione;

richiesta di rimborso.

Il chiarimento è contenuto nella circolare n. 8/E/2014 ed è rivolto a coloro, come le colf, che non hanno sostituto d’imposta.

Inoltre, è stato precisato che la possibilità di richiedere il credito nella dichiarazione dei redditi si applica anche ai contribuenti per i quali il credito in commento, spettante per l’anno d’imposta 2014, non sia stato riconosciuto, in tutto o in parte, dai sostituti d’imposta, ad esempio perché relativo a un rapporto di lavoro cessato prima del mese di maggio.

 

Credito non spettante

La circolare chiarisce che i contribuenti che non siano in possesso dei requisiti per fruire del bonus, ad esempio perché titolari di un reddito complessivo superiore a 26 mila euro in presenza di altri redditi, devono comunicarlo al sostituto che recupererà il credito nelle successive buste paga. Se un contribuente ha comunque percepito un credito in tutto o in parte non spettante dovrà procedere alla restituzione in sede di dichiarazione dei redditi

 

 

ESEMPI DI CALCOLO:

Esempio n. 1

Si ipotizzi un dipendente con rapporto di lavoro a tempo indeterminato con un unico sostituto d’imposta durato per tutto il 2014.

Il reddito di lavoro dipendente per il 2014 è di 19.200 euro (corrispondente ad un reddito mensile lordo di 1.600 euro) e il soggetto non ha altri redditi soggetti ad Irpef eccetto l’abitazione principale. Calcoli a cura del sostituto d’imposta

1° verifica: Irpef lorda > detrazioni dipendente

1) Irpef lorda su 19.200 euro: 4.584 euro

2) detrazioni per lavoro (calcolate tenendo conto del reddito complessivo di 19.200 euro al netto dell’abitazione principale): 1.375 euro

La condizione, dunque, è verificata.

2° verifica: calcolo importo spettante

Siccome il reddito complessivo è pari a 19.200 euro, spetta il bonus pieno di 640 euro ovvero, 80 euro per ciascun mese da maggio a dicembre.

Esempio n. 2

Si supponga che lo stesso dipendente il mese di giugno 2014 riceva un aumento di stipendio di 700 euro lordi (stipendio mensile pari a 2.300 euro).

Il sostituto d’imposta deve procedere al ricalcolo tenendo conto del nuovo reddito stimato pari a 24.100 (8.000 euro da gennaio a maggio e 16.100 euro da giugno a dicembre) e precisamente:

1) verifica Irpef lorda su reddito lav. dipendente > detrazioni lavoro = 5.907 euro > 1.154 euro

2) bonus spettante: 640 [(26.000 – 24.100)/2.000] = 608

3) bonus spettante a conguaglio: 608 – 80 (bonus percepito a maggio) = 528 euro

4) bonus spettante da giugno a dicembre: 528 / 7 = 75,42

che è l’importo che il sostituto d’imposta dovrà riconoscere al dipendente a partire da giugno salvo successive modifiche.

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