CONTRATTI DECENTRATI

Le parti sociali sono a un passaggio decisivo per la revisione del modello contrattuale. “Basta, però, guardare ai soliti modelli oltreconfine -sostiene il giuslavorista Francesco Rotondi – L’Italia si fonda su una molteplicità e una pluralità territoriale. E se questo è il nostro Dna è innaturale fondare la contrattazione collettiva e le relazioni industriali sulla centralità del contratto nazionale. Il modello va rovesciato: quello nazionale dovrà concentrarsi solo su 6 macro-capitoli, definendo l’essenziale, e tutto il resto dovrà essere demandato alla contrattazione territoriale e aziendale”.

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Emanuele Imperiali

A cura di : Emanuele Imperiali

Giornalista professionista, ha lavorato all’Ansa, Paese Sera e al Mattino, attualmente è editorialista economico del Corriere del Mezzogiorno. Laureato in Giurisprudenza, si è sempre occupato di economia meridionale, con specifica attenzione ai temi del lavoro. Docente alla Scuola di Giornalismo della Rai di Perugia, ha lavorato, dall'agosto 2006 all'agosto 2007, come esperto per il Mezzogiorno nel governo Prodi. Ha scritto il libro “L’Impresa Giovane” sui casi più significativi di autoimprenditorialità e di autoimpiego nel Sud.

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