INATTIVI + 196 MILA

La discesa della disoccupazione è legata, almeno in parte, al contestuale aumento dei cosiddetti inattivi, vale a dire persone che hanno smesso di cercare un lavoro. Le statistiche sull’occupazione vanno lette fino in fondo e un’analisi non superficiale non può ignorare gli effetti positivi provocati da un dato, quello sugli inattivi, che invece dovrebbe  preoccupare, perché testimonia senza dubbio un senso di sfiducia. Non a caso a ottobre il tasso di disoccupazione si è attestato all’11,5% e gli inattivi sono cresciuti, in un anno, di 196 mila unità, equivalente a un incremento dell’1,4%.

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Emanuele Imperiali

A cura di : Emanuele Imperiali

Giornalista professionista, ha lavorato all’Ansa, Paese Sera e al Mattino, attualmente è editorialista economico del Corriere del Mezzogiorno. Laureato in Giurisprudenza, si è sempre occupato di economia meridionale, con specifica attenzione ai temi del lavoro. Docente alla Scuola di Giornalismo della Rai di Perugia, ha lavorato, dall'agosto 2006 all'agosto 2007, come esperto per il Mezzogiorno nel governo Prodi. Ha scritto il libro “L’Impresa Giovane” sui casi più significativi di autoimprenditorialità e di autoimpiego nel Sud.

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