POVERI PUR LAVORANDO

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Anche chi lavora rischia di precipitare in uno stato di povertà. E’ la conseguenza del fatto che l’Europa ha disinvestito nel welfare, tagliando la spesa sociale per 230 miliardi. Un Rapporto della Cgil presentato oggi mette in evidenza come il crescente stato di indigenza sta sempre più diventando una condizione non transitoria, una sorta di buco nero sociale nel quale è sempre più facile scivolare e da cui è, e sarà, praticamente impossibile uscire. In Italia tanti lavoratori precari, in particolare al Sud e nelle grandi città, vivono questa condizione di estremo bisogno, per l’incertezza dei redditi che percepiscono.

 

Sull' autore

Emanuele Imperiali
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Giornalista professionista, ha lavorato all’Ansa, Paese Sera e al Mattino, attualmente è editorialista economico del Corriere del Mezzogiorno. Laureato in Giurisprudenza, si è sempre occupato di economia meridionale, con specifica attenzione ai temi del lavoro. Docente alla Scuola di Giornalismo della Rai di Perugia, ha lavorato, dall'agosto 2006 all'agosto 2007, come esperto per il Mezzogiorno nel governo Prodi. Ha scritto il libro “L’Impresa Giovane” sui casi più significativi di autoimprenditorialità e di autoimpiego nel Sud.

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