Le cinque deleghe contenute nel DDL

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Tra le misure presentate il 12 marzo scorso dal Consiglio dei Ministri, gli interventi più significativi arriveranno dal disegno di legge che, attraverso una serie di deleghe all’esecutivo da adottare entro sei mesi, daranno concreta e piena attuazione al Jobs Act.
Dopo il decreto legge n.34/2014 con gli interventi immediati in materia di contratti a tempo determinato e di apprendistato, e la profonda rivisitazione del DURC, infatti, cinque deleghe saranno destinate a modificare profondamente il quadro normativo in materia di lavoro e legislazione sociale.
Esaminiamo brevemente il contenuto delle cinque deleghe contenute nel DDL:
La prima delega riguarda gli “ammortizzatori sociali” e gli interventi interesseranno sia la cassa integrazione che le tutele in caso di disoccupazione involontaria.
Per la cassa integrazione verranno rivisti i criteri di concessione ed utilizzo delle prestazioni e verranno esclusi dagli interventi i casi di cessazione aziendale. In ogni caso l’accesso sarà possibile solo quando risulteranno esaurite le altre possibilità di riduzione dell’orario di lavoro. Le imprese utilizzatrici saranno chiamate a concorrere al sostenimento dei costi.
Arriverà invece una riduzione dei contributi nei settori che risulteranno aver utilizzato in misura inferiore alle attese o meglio alla contribuzione versata, le prestazioni.
Verrà inoltre superata l’attuale procedura basata sul sistema della richiesta del datore di lavoro e della relativa autorizzazione, attraverso l’introduzione di meccanismi automatici di concessione.
Per quanto concerne gli interventi per la disoccupazione, ci sarà l’universalizzazione dell’Aspi (sparirà la mini Aspi) «con l’estensione del beneficio ai lavoratori con contratto di collaborazione coordinata e continuativa e con l’esclusione degli amministratori e sindaci» prevedendo, prima dell’entrata a regime, un periodo almeno biennale di sperimentazione a risorse definite.
Al termine della prestazione, inoltre, saranno previsti interventi di sostegno al reddito per coloro che avranno un indicatore ISEE ridotto i quali avranno l’onere di partecipare alle iniziative proposte dai servizi competenti.
La seconda delega prevede interventi in materia di “politiche attive del lavoro” ma tra le misure sulle quali il governo chiede di poter legiferare c’è la   creazione di un’Agenzia nazionale per l’Impiego a cui verrà affidata la gestione delle politiche attive e passive del lavoro con la compartecipazione dello Stato, Regioni e Province autonome e con il coinvolgimento delle parti sociali. La vigilanza sarà affidata al Ministero del lavoro e delle politiche sociali che avrà anche il ruolo di definizione dei livelli essenziali delle prestazioni che debbono essere garantite su tutto il territorio nazionale
Sarà anche rafforzata e valorizzata l’integrazione pubblico/privato per migliorare l’incontro tra domanda e offerta di lavoro mantenendo in capo alle Regioni e Province autonome le competenze in materia di programmazione delle politiche attive del lavoro, favorendo il coinvolgimento attivo del soggetto che cerca lavoro.
La terza delega è finalizzata a cogliere “obiettivi di semplificazione e razionalizzazione delle procedure di costituzione e gestione dei rapporti di lavoro”.
La finalità prioritaria che si intende conseguire sarà quella di semplificare gli adempimenti dei datori di lavoro razionalizzandone sia le procedure che gli adempimenti.
Per raggiungere l’obiettivo si punterà sulla telematica prevedendo che tutti gli adempimenti burocratici legati alle diverse fasi del rapporto di lavoro vengano svolti con tale modalità e l’abolizione della tenuta di documenti cartacei.
La quarta delega riguarda il “riordino delle tipologie contrattuali” ed è probabilmente questo l’intervento che si prospetta più sostanzioso.
Il riordino delle forme contrattuali riguarda non solo lo snellimento delle procedure a esse relative, ma anche l’introduzione di nuove tipologie in misura sperimentale per favorire l’inserimento lavorativo. In questo caso si avvierà quindi la sperimentazione per il contratto a tutele crescenti.
In funzione a tale introduzione, verranno abrogati gli altri contratti che sulla base del confronto tra le discipline esistenti saranno ritenute un duplicato. Si prevede anche una razionalizzazione dei contratti esistenti che abbiano registrato difficoltà interpretative e applicative.
Inoltre, si andrà anche verso l’allargamento dell’utilizzo dei voucher da applicare in tutti i settori produttivi e con limiti reddituali più elevati di quelli attuali (oggi i limiti sono di 5 mila euro in capo al prestatore e 2 mila euro in capo al committente).
Novità assoluta infine è quella che prevede la possibilità, anche in via sperimentale, del compenso orario minimo. In sostanza, si tratterebbe della proposta di introdurre un salario minimo a lavoratori subordinati previa consultazione delle parti sociali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale.
La quinta delega, interverrà in materia di “maternità e conciliazione” con la finalità di garantire un adeguato sostegno alla genitorialità.
Saranno apportate modifiche all’indennità di maternità nella prospettiva di estendere, eventualmente anche in modo graduale, tale prestazione a tutte le categorie di donne lavoratrici e la garanzia, per le lavoratrici madri parasubordinate, del diritto alla prestazione assistenziale anche in caso di mancato versamento dei contributi da parte del datore di lavoro.
Non solo,  l’obiettivo è anche  una ricognizione delle disposizioni in materia di tutela e sostegno della maternità e della paternità, ai  fini di poterne valutare la revisione per garantire una maggiore flessibilità dei relativi congedi, favorendo le opportunità di conciliazione dei tempi di vita e di lavoro.
Verrà introdotto il tax credit, che consisterà in un incentivo al lavoro femminile, per le donne lavoratrici, anche autonome, con figli minori e che si trovino al di sotto di una determinata soglia di reddito familiare. A seguito di ciò, verrà però soppressa la detrazione fiscale ai fini irpef per il coniuge a carico.

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Marialuisa Santoro
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