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PRATO, 2 FACCE DEL LAVORO

La scelta del Papa di essere oggi è Prato non è casuale. Dopo l’appello di sabato di Francesco, “vivere in una situazione di disoccupazione, precarietà, lavoro nero, è vergognoso”, il Pontefice ha deciso di andare in questa città dove il lavoro presenta due volti: quello di una Prato che lavora e che produce, grazie a quasi 30 mila imprese attive, sede del principale distretto tessile d’Europa. E quello della città del sommerso, degli extracomunitari che lavorano, e in qualche caso, muoiono in fabbrichette prive di ogni standard di sicurezza per pochi euro di paga.

Sull' autore

Emanuele Imperiali
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Giornalista professionista, ha lavorato all’Ansa, Paese Sera e al Mattino, attualmente è editorialista economico del Corriere del Mezzogiorno. Laureato in Giurisprudenza, si è sempre occupato di economia meridionale, con specifica attenzione ai temi del lavoro. Docente alla Scuola di Giornalismo della Rai di Perugia, ha lavorato, dall'agosto 2006 all'agosto 2007, come esperto per il Mezzogiorno nel governo Prodi. Ha scritto il libro “L’Impresa Giovane” sui casi più significativi di autoimprenditorialità e di autoimpiego nel Sud.

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