IL FUTURO DEI 20 MILA DI EXPO

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Che ne sarà da domenica dei  20 mila lavoratori che per sei mesi hanno prestato la loro opera all’Expo di Milano? Un esercito fatto soprattutto di giovani, molti alle prime esperienze di lavoro, altri disoccupati. Si tratta di hostess, steward, cuochi, camerieri, interpreti, addetti alla sicurezza, alla pulizia, alle manutenzioni e un’altra miriade di figure professionali. Circa un migliaio sono stati impiegati da Expo spa,  altri 8 erano mila volontari a titolo gratuito. L’obiettivo principale, dicono i sindacati, è evitare che siano abbandonati dopo l’evento.

Sull' autore

Emanuele Imperiali
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Giornalista professionista, ha lavorato all’Ansa, Paese Sera e al Mattino, attualmente è editorialista economico del Corriere del Mezzogiorno. Laureato in Giurisprudenza, si è sempre occupato di economia meridionale, con specifica attenzione ai temi del lavoro. Docente alla Scuola di Giornalismo della Rai di Perugia, ha lavorato, dall'agosto 2006 all'agosto 2007, come esperto per il Mezzogiorno nel governo Prodi. Ha scritto il libro “L’Impresa Giovane” sui casi più significativi di autoimprenditorialità e di autoimpiego nel Sud.

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