LAVORO, CALA CUNEO FISCALE

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Tra il 2007 e il 2015 c’è stata una riduzione del peso del fisco sul lavoro, soprattutto per i redditi più bassi:  “ciò è avvenuto – sottolinea Paolo Zabeo, coordinatore dell’Ufficio studi della CGIA – grazie ad una serie di interventi che spaziano dall’aumento delle detrazioni fiscali sul lavoro dipendente avviate dal governo Letta, al bonus degli 80 euro introdotto dal presidente del consiglio Renzi e alle progressive misure approvate nel corso degli anni che hanno praticamente azzerato l’Irap sul costo del lavoro”. Per cui oggi, nonostante l’Italia si posizioni nella parte alta della classifica internazionale del costo del lavoro, paesi come Belgio e Austria, ma anche economie più grandi come Germania e Francia, hanno un cuneo fiscale superiore a quello del nostro Paese.

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Emanuele Imperiali
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Giornalista professionista, ha lavorato all’Ansa, Paese Sera e al Mattino, attualmente è editorialista economico del Corriere del Mezzogiorno. Laureato in Giurisprudenza, si è sempre occupato di economia meridionale, con specifica attenzione ai temi del lavoro. Docente alla Scuola di Giornalismo della Rai di Perugia, ha lavorato, dall'agosto 2006 all'agosto 2007, come esperto per il Mezzogiorno nel governo Prodi. Ha scritto il libro “L’Impresa Giovane” sui casi più significativi di autoimprenditorialità e di autoimpiego nel Sud.

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