TAGLIO TASSE SUL LAVORO

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I sindacati italiani giudicano totalmente condivisibile il richiamo del vicepresidente della Commissione europea sull’opportunità di concentrare il taglio delle tasse sul lavoro nella legge di Stabilità. “Perché – spiega la Uil -Il livello della pressione fiscale in Italia è elevatissimo e ogni suo taglio è benvenuto”. Per cui, se si vuole sostenere la timida ripresa in atto nel nostro Paese, bisogna operare un taglio selettivo delle tasse, concentrandosi sui redditi da lavoro e da pensione. “Questo è il modo più efficace per essere competitivi  – sottolineano i sindacati – sostenendo la domanda interna e rilanciando i consumi, con un beneficio per le imprese e per i livelli occupazionali”. La polemica sia della commissione di Bruxelles sia delle organizzazioni di tutela del mondo del lavoro riguarda la scelta del governo di puntare, invece, su un taglio delle imposte immobiliari, quali l’Imu e la Tasi sulla prima casa, piuttosto che ridurre le aliquote fiscali sui redditi d’impresa e su quelli di dipendenti e pensionati. Cosa che, per la verità, il premier Renzi e i suoi ministri hanno anticipato di voler fare nel 2017 e nel 2018.

Sull' autore

Emanuele Imperiali
Emanuele Imperiali 717 posts

Giornalista professionista, ha lavorato all’Ansa, Paese Sera e al Mattino, attualmente è editorialista economico del Corriere del Mezzogiorno. Laureato in Giurisprudenza, si è sempre occupato di economia meridionale, con specifica attenzione ai temi del lavoro. Docente alla Scuola di Giornalismo della Rai di Perugia, ha lavorato, dall'agosto 2006 all'agosto 2007, come esperto per il Mezzogiorno nel governo Prodi. Ha scritto il libro “L’Impresa Giovane” sui casi più significativi di autoimprenditorialità e di autoimpiego nel Sud.

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