BONUS SCUOLA: LAVORATORI DISCRIMINATI

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Ricorso al Tar da parte dell’Anief contro quella che viene definita una “inspiegabile esclusione degli insegnanti precari e di tutto il personale non docente che lavora nella scuola”. Questi ultimi sono chiamati in gergo Ata. Quale sarebbe la discriminazione oggetto della controversia? Il mancato versamento a queste due categorie del bonus di 500 euro per l’aggiornamento, mentre, secondo il sindacato, la riforma sulla Buona Scuola obbliga anche loro a formarsi in servizio, al pari dei colleghi beneficiari del finanziamento. “Nel decreto di attivazione del bonus – spiega l’Anief – il Ministero dell’Istruzione si è dimenticato di loro. Perdendo un’occasione importante, perché la somma, da rendicontare entro il 31 agosto 2016, permetterà, per la prima volta, al personale della scuola di accedere ad una formazione a scelta e a spese del proprio datore di lavoro, che è lo Stato”. Solo quest’anno saranno almeno 300 mila i lavoratori che sarebbero stati illegittimamente esclusi: il motivo della discriminazione sarebbe quello di far risparmiare alle casse dello Stato oltre 150 milioni annui.

Sull' autore

Emanuele Imperiali
Emanuele Imperiali 717 posts

Giornalista professionista, ha lavorato all’Ansa, Paese Sera e al Mattino, attualmente è editorialista economico del Corriere del Mezzogiorno. Laureato in Giurisprudenza, si è sempre occupato di economia meridionale, con specifica attenzione ai temi del lavoro. Docente alla Scuola di Giornalismo della Rai di Perugia, ha lavorato, dall'agosto 2006 all'agosto 2007, come esperto per il Mezzogiorno nel governo Prodi. Ha scritto il libro “L’Impresa Giovane” sui casi più significativi di autoimprenditorialità e di autoimpiego nel Sud.

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