TRANS LICENZIATO: NON E’ DISCRIMINAZIONE

Non c’era stata nessuna discriminazione sessuale nell’allontanamento di un vigile del Fuoco per sua stessa ammissione transessuale. La decisione di cancellarlo dalle liste dei volontari dopo 35 anni di servizio era stata dettata solo da una condanna penale per oltraggio a pubblico ufficiale. Così la Corte d’Appello di Bologna ha ribaltato la decisione del giudice del Lavoro di Ravenna che in primo grado aveva accolto il ricorso del pompiere contro il ministero dell’Interno e il comando provinciale dei vigili del Fuoco ricollocandolo al suo posto e riconoscendogli anche un risarcimento per i danni subiti di oltre 33 mila euro, pari alle retribuzioni non percepite. Secondo la magistratura d’appello bolognese, in questa vicenda non ci sarebbe stata nessuna discriminazione sessuale, che altra non era se non “un escamotage per elidere regole processuali e probatorie”. Il trans ora teme che presto lo Stato gli chieda di restituire la cifra già incassata.

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Emanuele Imperiali

A cura di : Emanuele Imperiali

Giornalista professionista, ha lavorato all’Ansa, Paese Sera e al Mattino, attualmente è editorialista economico del Corriere del Mezzogiorno. Laureato in Giurisprudenza, si è sempre occupato di economia meridionale, con specifica attenzione ai temi del lavoro. Docente alla Scuola di Giornalismo della Rai di Perugia, ha lavorato, dall'agosto 2006 all'agosto 2007, come esperto per il Mezzogiorno nel governo Prodi. Ha scritto il libro “L’Impresa Giovane” sui casi più significativi di autoimprenditorialità e di autoimpiego nel Sud.

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