CONTRATTI PUBBLICI. BOTTA E RISPOSTA

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Sulle violente polemiche relative all’esiguità della somma stanziata dal governo nella legge di Stabilità per il 2016 per rinnovare i contratti pubblici, interviene il senatore Pietro Ichino, del partito democratico. Ichino è un attento conoscitore del mondo del lavoro e replica a muso duro ai sindacati che avevano giudicata irrisoria la cifra di 200 milioni per i rinnovi nel prossimo anno. Cgil, Cisl e Uil hanno parlato, infatti, all’unisono di “una mancia o anche di pochi spiccioli, dopo sei anni di blocco della contrattazione nella Pubblica Amministrazione”. “Il contratto nazionale – spiega Ichino – deve adeguare gli stipendi agli aumenti del costo della vita. Se quest’ultimo è zero, è ovvio che l’aumento debba essere adeguato a zero”.

Sull' autore

Emanuele Imperiali
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Giornalista professionista, ha lavorato all’Ansa, Paese Sera e al Mattino, attualmente è editorialista economico del Corriere del Mezzogiorno. Laureato in Giurisprudenza, si è sempre occupato di economia meridionale, con specifica attenzione ai temi del lavoro. Docente alla Scuola di Giornalismo della Rai di Perugia, ha lavorato, dall'agosto 2006 all'agosto 2007, come esperto per il Mezzogiorno nel governo Prodi. Ha scritto il libro “L’Impresa Giovane” sui casi più significativi di autoimprenditorialità e di autoimpiego nel Sud.

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