No al recesso se il dipendente è riammesso dopo il comporto [cassazione]

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contestazione disciplinareIl datore di lavoro non può licenziare il lavoratore riammesso in azienda dopo il periodo di comporto. L’autorizzazione alla ripresa dell’attività lavorativa configura, infatti, una manifestazione implicita della volontà di proseguire il rapporto. Ad affermarlo la Corte di cassazione con la sentenza n. 20722/2015 pubblicata ieri. Un lavoratore, dopo aver superato il periodo di comporto, era stato ripreso in servizio per 20 giorni e poi era stato collocato in ferie. Dopo essersi nuovamente assentato per malattia il lavoratore era stato di nuovo collocato in ferie e successivamente licenziato.

I giudici della Suprema Corte hanno evidenziato come il lasciar passare del tempo tra la riammissione in servizio del lavoratore e il licenziamento faccia perdere a quest’ultimo la motivazione legata al superamento del periodo di comporto; in pratica, viene meno il nesso causalità tra superamento del periodo di tutela e il licenziamento.

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1 Commento

  1. roberta meazzi
    ottobre 18, 11:19 Reply

    No al recesso se il dipendente è riammesso dopo il comporto, una domanda: e’ prevista solo la conservazione del posto di lavoro o anche la retribuzione? lo chiedo perchè a un collega che per cure oncologiche ha superato i 6mesi in un anno (ccnl coop sociali) non venedo licenziato non ha diritto alla disoccupazione ma nemmeno sta ricevendo lo stipendio obbligandolo a una situazione di grave difficoltà.

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