CRISI, PIU’ ADDETTI NELLE PMI

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Le piccole e medie imprese italiane hanno visto aumentare la quota della forza lavoro negli anni della crisi, dal 72,4% del totale degli occupati del 2008 al 77,5% del 2013. È quanto emerge da uno studio di Cassa depositi e prestiti con KfW, Bpifrance e Ico.Il taglio di 2 milioni e 180 mila occupati nei sei anni di recessione è attribuibile alle grandi imprese in modo sproporzionato rispetto alle minori. Un dato che fa riflettere su come la politica industriale non debba oggi privilegiare i grandi insediamenti.

Sull' autore

Emanuele Imperiali
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Giornalista professionista, ha lavorato all’Ansa, Paese Sera e al Mattino, attualmente è editorialista economico del Corriere del Mezzogiorno. Laureato in Giurisprudenza, si è sempre occupato di economia meridionale, con specifica attenzione ai temi del lavoro. Docente alla Scuola di Giornalismo della Rai di Perugia, ha lavorato, dall'agosto 2006 all'agosto 2007, come esperto per il Mezzogiorno nel governo Prodi. Ha scritto il libro “L’Impresa Giovane” sui casi più significativi di autoimprenditorialità e di autoimpiego nel Sud.

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