Il Job act e la semplificazione dei Servizi per l’impiego

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L’art. 3 del D.L. n. 34/2014 ( Job act ) contiene due misure di particolare rilievo nel contesto di un possibile e utile ripensamento dei servizi territoriali per l’impiego e della gestione delle politiche attive del lavoro.
La prima misura della riforma, richiamando il D.P.R. n.442/2000, concernente il “Regolamento recante norme per la semplificazione del procedimento per il collocamento ordinario dei lavoratori”, modifica il testo dell’art.4, comma 1, dello stesso, prevedendo la sostituzione del concetto generico di “persone”, con la più specifica locuzione cittadini italiani, comunitari e stranieri regolarmente soggiornanti in Italia, per identificare le categorie di soggetti che hanno diritto a essere inseriti nell’elenco anagrafico dei lavoratori che cercano un’occupazione.

Nel suddetto elenco saranno inserite tutte le persone che, aventi l’età stabilita dalla legge per essere ammesse al lavoro e che, essendo in cerca di lavoro perché inoccupate, disoccupate, nonché occupate in cerca di altro lavoro, intendono avvalersi dei servizi competenti, indipendentemente dal luogo della propria residenza. L’elenco anagrafico contiene i dati anagrafici completi del lavoratore nonché i dati che si riferiscono alla residenza, all’eventuale domicilio, alla composizione del nucleo familiare, ai titoli di studio posseduti, all’eventuale appartenenza a categorie protette e allo stato occupazionale.

E’ utile ricordare che, dal 1° marzo 2003 le vecchie liste di collocamento sono state sostituite dall’elenco anagrafico in cui sono inseriti tutti i lavoratori con lo scopo di facilitare l’incontro tra la domanda e l’offerta di lavoro. L’elenco fu creato nella prospettiva di un ammodernamento dei servizi pubblici per l’impiego conseguente al superamento del precedente monopolio pubblico dei sistemi di collocamento nazionali.

Con il secondo intervento il Decreto sostituisce all’articolo 2, comma 1, del decreto legislativo 21 aprile 2000, n. 181, le parole: «nel cui ambito territoriale si trovi il domicilio del medesimo», con le seguenti: «in qualsiasi ambito territoriale dello Stato», dando la possibilità ai lavoratori disoccupati di presentare la dichiarazione d’immediata disponibilità a svolgere un’attività lavorativa in qualsiasi centro per l’impiego del territorio nazionale, anziché in via esclusiva in quello che ha competenza territoriale sul luogo nel quale sono domiciliati, essendo facilitati nell’accedere allo status di disoccupati.

La dichiarazione di disponibilità al lavoro resa al centro per l’impiego, peraltro, rappresenta il “passaggio fondamentale” per l’effettiva presa in carico del lavoratore da parte del servizio pubblico, dovendo tarare sulla risorsa e sulle sue caratteristiche personali e professionali, esperienziali e formative, le azioni e i programmi nei quali poter coinvolgere il lavoratore per favorirne il reinserimento o l’inserimento nel mercato del lavoro; tanto più che la mancata partecipazione agli eventi e alle convocazioni promossi dal servizio provinciale per l’impiego, senza un reale e giustificato motivo, rappresenta una causa per perdere lo stato di disoccupazione e con esso le connesse agevolazioni economiche.

S’intuisce facilmente l’importanza e l’utilità della modifica apportata, giacché consente a quanti aspirino a un’occupazione di cercarla rivolgendosi non più al servizio dell’impiego del proprio domicilio, ma, a uno qualsiasi dei servizi dell’impiego del territorio italiano, scegliendo quello che ritiene offrire migliori e maggiori garanzie di conseguire il lavoro cui aspira e per cui ha i requisiti necessari.

Va da sé che necessita attendere l’emanazione da parte degli organi istituzionali competenti delle istruzioni operative in merito alla disposizione in parola, fermo restando che la stessa è utilizzabile non solo da chi voglia iscriversi per la prima volta, ma anche da quanti, già iscritti nel servizio impiego del proprio domicilio, desiderano trasferirsi in un altro servizio impiego nell’ambito del territorio nazionale, ritenuto maggiormente idoneo ad assicurare un esito positivo alla ricerca del lavoro.

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Marialuisa Santoro
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