Nel caso di licenziamento esiste la possibilità del solo risarcimento economico purché il licenziamento avvenga per motivo soggettivo o oggettivo: cosa si intende in particolare?

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Quali casi possono considerarsi validi per un licenziamento?

Il nuovo contratto a tutele crescenti prevede la reintegra soltanto in casi limite:

  • licenziamento discriminatorio (o nullo: es. licenziamento durante il periodo di tutela della maternità)
  • licenziamento per giusta causa o giustificato motivo soggettivo ove il fatto materiale contestato non sussiste.

Negli altri casi (licenziamenti per giustificato motivo oggettivo: es. per soppressione del posto di lavoro) è sempre e solo previsto un risarcimento di natura economica, qualora il giudice valuti illegittimo il licenziamento.

Quindi: “nei casi di licenziamento per GMO o per motivi soggettivi (con motivazione esistente anche se sproporzionata) l’azienda sarà tenuta al pagamento di un risarcimento esclusivamente se sussisteranno i seguenti elementi: impugnazione del licenziamento da parte del lavoratore (da effettuare entro 60gg dalla data di licenziamento) e riconoscimento, da parte del giudice del lavoro, della sua illegittimità.

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Roberto Camera

A cura di : Roberto Camera

Funzionario dell'Ispettorato Nazionale del Lavoro e relatore in convegni sulla gestione del personale. Ha creato, ed attualmente cura, il sito internet http://www.dottrinalavoro.it in materia di lavoro. (*Le considerazioni sono frutto esclusivo del pensiero dell’autore e non hanno carattere in alcun modo impegnativo per l’Amministrazione di appartenenza)

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2 thoughts on “Nel caso di licenziamento esiste la possibilità del solo risarcimento economico purché il licenziamento avvenga per motivo soggettivo o oggettivo: cosa si intende in particolare?

  1. Annalisa

    Salve, dopo aver lavorato 3 anni a tempo indeterminato parziale orizzontale, quindi contratto a 16 ore settimanali, il mio datore di lavore vorrebbe che io mi licenzi per poi riassumenrmi a tempo determinato di un mese, a scadenza del quale io posso far domanda di disoccupazione , il tutto per evitare che mi licenzi lui perchè poi non può fare altre assunzioni.
    Detto questo, la mia domanda è:
    – è una cosa che esiste e si può fare?
    – è vero che posso far domanda di disoccupazione dopo contratto scadenza a termine?
    – i mesi per la disoccupazione sono cumulabili al contratto a tempo indeterminato avuto in precedenza?
    – e se la risposta è si, quali sono i tempi tra una cosa e l altra?
    Non so perchè ma io sento puzza di fregatura!

  2. Roberto CameraRoberto Camera

    La cosa, in linea di massima, è fattibile, ma potrebbe essere considerata dall’Inps come un atto in frode alla legge. In quanto l’atteggiamento del datore di lavoro sarebbe quello di non pagare il contributo in caso di licenziamento (c.d. ticket licenziamento) per un valore di circa 1.470 € e poter assumere altri lavoratori senza le limitazioni che un licenziamento per GMO darebbe.
    Detto ciò, Lei può avere la NASpI anche in caso di risoluzione da rapporto di lavoro a termine e i periodi svolti sono cumulati con il precedente rapporto a tempo indeterminato.

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