Contratti di solidarietà difensiva di tipo “A”: rifinanziato il Fondo ( D.L. 34/2014 )

Un aiuto al mantenimento dei livelli occupazionali senza dubbio arriva dall’art.5 del D.L. 34/2014  .

Il Governo stanzia 15 milioni di euro per rifinanziare le agevolazioni contributive disposte dal D.L. 510/1996 a favore dei datori di lavoro che stipulano contratti di solidarietà difensivi di tipo “A”, specifici delle aziende rientranti nel campo di applicazione della CIGS e stipulati con l’obiettivo di mantenere l’occupazione in caso di crisi aziendale onde evitare la riduzione del personale (art. 1 legge 863/84).

L’articolo 6, del D.L.510/1996 dispone la riduzione dell’ammontare della contribuzione previdenziale ed assistenziale dovuta dai datori di lavoro che stipulano il contratto di solidarietà difensiva di cui sopra, in misura crescente a seconda dell’abbattimento dell’orario di lavoro.

L’agevolazione opera nella misura del 25 per cento in relazione ai lavoratori interessati dalla riduzione dell’orario di lavoro in misura superiore al 20 per cento, ed è elevata al 30 per cento per le aree di cui agli obiettivi 1 e 2 del regolamento CEE n. 2052/88 del Consiglio del 24 giugno 1988. Qualora l’accordo disponga una riduzione dell’orario superiore al 30 per cento, la predetta misura è elevata, rispettivamente, al 35 ed al 40 per cento.

L’articolo 5 del D.L. 34/2014 aggiunge all’articolo 6 del D.L. 510/1996 il “comma 4-bis”, che demanda ad un decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, assunto di concerto con il ministro dell’Economia e delle Finanze, la definizione dei criteri per l’individuazione dei datori di lavoro beneficiari della suddetta riduzione contributiva e stanzia, a questo fine 15 milioni di euro annui a decorrere dal 2014.

All’agevolazione contributiva in argomento sono ammessi i soli contratti di tipo A) che vedono il riconoscimento, ai lavoratori interessati, di un trattamento integrativo pari al 70% (per l’anno 2014) della retribuzione persa a seguito della riduzione di orario.

Restano esclusi dal beneficio contributivo i contratti di tipo B) che sono specifici delle imprese che non sono ammesse alla CIGS e che prevedono un contributo, a carico dello Stato, in misura pari al 50 per cento della retribuzione persa per la riduzione di orario, diviso a metà fra lavoratori e datore di lavoro.

Questa tipologia contrattuale prevede, già, pertanto un vantaggio economico per il datore di lavoro anche se non è del tutto inconsueto che in sede di trattativa sindacale anche questa quota di contributo statale sia devoluta ai lavoratori, ma si tratta, ovviamente di una scelta datoriale.

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Marialuisa Santoro
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1 Commento

  1. Luana C. Capiotto
    Luglio 14, 11:34 Reply

    Buongiorno Direttore,
    nel caso di un’azienda che faccia ricorso a un contratto di solidarietà di tipo B di cui alla Legge 236/93, fermo restando il limite massimo di riduzione oraria del 50%, si chiede se, per ragioni organizzative, sia possibile far svolgere al singolo lavoratore un orario variabile su base plurisettimanale e/o plurimensile (ad esempio prima settimana/mese riduzione del 50%, seconda settimana/mese riduzione del 70%) nel rispetto della media del 50% massimo di riduzione dell’orario di lavoro. RingraziandoLa per la disponibilità e per i Suoi preziosi contributi, porgo un saluto cordiale. Luana

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