Il DURC con un click: le novità in sintesi

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E’ una delle importanti novità in tema di DURC contenute nel D.L. 34/14, recante disposizioni urgenti per favorire il rilancio dell’occupazione e per la semplificazione degli adempimenti a carico delle imprese in materia di regolarità contributiva.

Le novità previste nel D.L. superano le attuali procedure di verifica della regolarità contributiva delle imprese e degli altri datori di lavoro, semplificando le procedure che diventano automatiche e quindi azzerando i tempi di emissione.

Viene completamente superato l’attuale procedimento di dimostrazione della regolarità: è previsto, come si accennava, che non occorrerà più richiedere un DURC per la verifica della regolarità ma chiunque ne abbia interesse potrà “controllare in tempo reale” se quel soggetto è o meno in regola nei confronti dei diversi enti coinvolti (INPS, INAIL e Casse Edili per le imprese che debbono applicare il CCNL dell’edilizia).

Le modalità saranno esclusivamente telematiche e verranno effettuate attraverso il prelievo dell’attestato sul sito degli enti interessati.

Una semplificazione certamente utile perché non sarà più necessario attendere i fatidici 30 giorni per ottenere il certificato ma la verifica avverrà in tempo reale. Il certificato sarà quindi costituito dall’esito dell’interrogazione e avrà durata di 120 giorni dalla data di acquisizione (rimane invariata la durata generalizzata della regolarità introdotta dal D.L. 69/2013 del mese di giugno scorso).

Le modifiche, tuttavia, non saranno subito operative. Infatti, nonostante siano contenute nel D.L. e quindi in vigore in seguito alla pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale, sarà necessario che venga adottato il previsto regolamento ministeriale. In particolare, un decreto del Ministero del Lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, sentiti INPS e INAIL, da emanarsi entro 60 giorni, dovrà definire i requisiti di regolarità, i contenuti e le modalità della verifica nonché le ipotesi di esclusione.

In dettaglio, nel riempire di contenuti la nuova procedura di regolarità, il decreto di attuazione delle nuove procedure che sostituiranno il DURC, dovrà ispirarsi ai seguenti criteri:

a) la verifica della regolarità in tempo reale riguarda i pagamenti scaduti sino all’ultimo giorno del secondo mese antecedente a quello in cui la verifica è effettuata, a condizione che sia scaduto anche il termine di presentazione delle relative denunce retributive e comprende anche le posizioni dei lavoratori con contratto di collaborazione coordinata e continuativa anche a progetto che operano nell’impresa;

b) la verifica avviene tramite un’unica interrogazione negli archivi dell’INPS, dell’INAIL e delle Casse edili che, anche in cooperazione applicativa, operano in integrazione e riconoscimento reciproco, indicando esclusivamente il codice fiscale del soggetto da verificare;

c) nelle ipotesi di godimento di benefici normativi e contributivi sono individuate le tipologie di pregresse irregolarità di natura previdenziale ed in materia di tutela delle condizioni di lavoro da considerare ostative alla regolarità, ai sensi dell’articolo 1, comma 1175, della legge 27 dicembre 2006, n. 296.

Quanto alla verifica della regolarità contributiva prevista dal codice appalti, il D.L. 34/14 stabilisce che “l’interrogazione eseguita ai sensi del comma 1, assolve all’obbligo di verificare la sussistenza del requisito di ordine generale in materia di regolarità contributiva di cui all’art.38, comma l, lettera i), del D.lgs. 163/2006 (Codice degli appalti)” dunque, viene meno la verifica dei requisiti delle imprese “esclusivamente” tramite la Banca dati nazionale dei contratti pubblici dell’Autorità di Vigilanza – AVCPass (che dovrebbe entrare a regime dal 1 luglio) per via dell’abrogazione di tutte le disposizioni di legge incompatibili con i contenuti dell’articolo 4 a far data dalla emanazione del previsto Decreto del Ministro del Lavoro.

In conclusione, dalla lettura della normativa si evince un evidente effetto positivo in termini di burocrazia, ma l’effettivo beneficio deriverà dalle risposte che gli enti saranno in grado di dare.

Il timore non è naturalmente legato al riscontro che verrà dato all’input telematico ma al contenuto della risposta. Le criticità registrate finora del DURC non sono state infatti solo quelle burocratiche legate alle procedure da seguire ed alla tempistica di rilascio, ma soprattutto alle irregolarità spesso riscontrate dagli enti, soprattutto dall’INPS, spesso poi non dovute.

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Marialuisa Santoro
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