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Cassa “Sostegni”: la nota congiunta del Ministero del lavoro e dell’Inps [E.Massi]

Analisi approfondita della nota congiunta del Ministero del Lavoro e dell’Inps necessaria a dare chiarimenti su “buchi normativi” esistenti nel Decreto Sostegni

Cassa “Sostegni”: la nota congiunta del Ministero del lavoro e dell’Inps [E.Massi]

La decretazione di urgenza che ci ha accompagnato sin dal febbraio 2020 ci ha abituato ad interventi successivi ed integrativi in materia di ammortizzatori sociali COVID-19 che, sovente, anche nella loro contraddittorietà, sono stati finalizzati a coprire “buchi normativi” (e qualcuno, nonostante tutto, è rimasto aperto). Nei mesi appena trascorsi abbiamo assistito a chiarimenti amministrativi che hanno fornito interpretazioni estensive alla legge, a note dell’Istituto che hanno anticipato, nella sostanza, alcuni interventi normativi o che ne hanno, in corso d’opera, cambiato l’orientamento.

La breve riflessione che mi accingo a fare riguarda, ora, il chiarimento congiunto fornito dall’INPS e dal Ministero del Lavoro con un comunicato stampa del 16 aprile 2021 con il quale, attraverso una ricostruzione normativa, si intendono dare indicazioni circa la mancanza di copertura integrativa tra il periodo indicato dalla legge n. 178/2020 e quello del D.L. n. 41/2021 che riconosce gli ammortizzatori COVID-19 a partire dal 1° aprile.

Prima di entrare nel merito dell’argomento occorre fare una premessa: le difficoltà interpretative che nascono, oggi, dagli attuali testi normativi sembrano, in gran parte, frutto di una scarsa ponderazione da parte degli Uffici Legislativi e tecnici del Dicastero del Lavoro e dell’Istituto che predispongono i testi che, poi, sono mandati all’approvazione del Consiglio dei Ministri per l’emanazione dei Decreti-legge con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Molte volte non “si pesano” bene gli effetti pratici della disposizione che si è scritta, il loro impatto sulla vita dei datori di lavoro e dei loro dipendenti e, soprattutto, non si correlano con altri adempimenti che hanno scadenze fisse e che non ammettono ritardi (ad esempio, la elaborazione delle buste paga ed il pagamento delle retribuzioni).

Preannunciando, a breve, l’emanazione di una circolare interpretativa (sovente, tali atti amministrativi, soprattutto in presenza di situazioni nuove o di una certa complessità, dovrebbero rispondere a criteri di celerità e non “uscire” a distanza di tempo come, purtroppo, sembra la regola) il comunicato, riferendosi ad una sorta di “vexata quaestio”, afferma che non sussiste alcun vuoto normativo per la settimana di calendario che va dal 29 marzo al 3 aprile.

La nota congiunta, riferendosi all’ammortizzatore COVID -19 relativo alla CIGO (12 settimane dal 1° gennaio al 31 marzo)  ed a quello previsto dal D.L. n. 41/2021 (13 settimane dal 1 aprile al 30 giugno) afferma che non ci sono carenze di copertura perché il primo giorno lavorativo è stato il 4 gennaio (secondo una interpretazione relativa al calendario, già fornita in via amministrativa: da ciò discende che le 12 settimane si sono concluse il 28 marzo e non il 25. La circolare preannunciata fornirà l’interpretazione secondo la quale l’istanza di cassa ex D.L. “Sostegni” potrà essere presentata anche per i giorni antecedenti il 1° aprile (giovedì), ossia per il 29, il 30 ed il 31 marzo e varrà per la prima settimana del D.L. n. 41/2021.

Ma, nella loro nota di chiarimento l’INPS ed il Ministero del Lavoro sembrano “essersi dimenticati” dei settori che sono destinatari dell’assegno ordinario del FIS e dei Fondi di solidarietà e della Cassa in deroga ove la norma prevede ulteriori 28 settimane da fruire entro il31 dicembre che si aggiungono alle 12 stabilite dalla legge n. 178/2020, sicchè il totale per l’anno in corso risulta essere pari a 40. Qui, la questione appare un attimo più complicata di quella delle imprese che ricorrono alla CIGO, atteso che si è in presenza di aziende che, in gran parte, fanno riferimento ai settori del turismo, del commercio e dei pubblici esercizi, fortemente “toccati” dai provvedimenti amministrativi di chiusura. A queste imprese è stato impedito di svolgere la normale attività di inizio anno, ove l’attività programmata riguarda anche le giornate “festive” (a partire dal 1° gennaio), cosa che potrebbe comportare un “vuoto normativo” dal 26 marzo e non dal 28 come ipotizzato dalla nota congiunta.

Quanto appena detto comporta la necessità che, in sede di conversione, venga approvata una disposizione che “copra” le giornate scoperte, pensando anche a quei lavoratori, assunti dopo il 4 gennaio che, magari, a seguito dei noti atti amministrativi del Governo o delle Regioni, hanno visto “sospesa” la propria attività (penso, ad esempio, alle educatrici degli asili nido) e che non hanno avuto trattamenti integrativi (perché la legge n. 178/2020 tutela i lavoratori in forza alla data sopra citata e il D.L. n. 41/2021 “scatta” dal 1 aprile o, secondo l’interpretazione amministrativa preannunciata con la nota congiunta, alcuni giorni prima).

Il tutto si cala, comunque, (e qui ha ragione chi, pur nell’asprezza, non condivisa, delle dichiarazioni, ha toccato esposto aspetti “veri”) in realtà ove i datori hanno dovuto coprire le “carenze normative ed interpretative” con il ricorso ad istituti contrattuali come le ferie o i permessi: di conseguenza, due domande si presentano spontanee.

Perché quando si scrivono le disposizioni (e le scrivono le stesse persone che, poi, fanno le note, o la nota, interpretative “di concerto” con l’Ufficio Legislativo del Ministero) non si tiene conto di una serie di questioni concrete alle quali gli operatori sono tenuti a rispondere perché il “calendario” e le esigenze dei dipendenti alle prese della pandemia, non possono aspettare?

Perché, le circolari, che sono note largamente attese in questa fase di estrema confusione, tardano ad essere emanate?

Sull' autore

Eufranio Massi
Eufranio Massi 353 posts

E' stato per 40 anni dipendente del Ministero del Lavoro. Ha diretto, in qualità di Dirigente, le strutture di Parma, Latina, i Servizi Ispettivi centrali, Modena, Verona, Padova e Piacenza. Collabora, da sempre, con riviste specializzate e siti web sul tema lavoro tra cui Generazione vincente blog.

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2 Commenti

  1. Paolo Bottacin
    Aprile 29, 10:58 Reply

    Nonostante quello che l’INPS ha scritto nella nota congiunta con il Ministero, provando a presentare una domanda di FIS dal 29/3 al 30/4 con la nuova causale DL 41 la procedura telematica restituisce un errore perché tale ammortizzatore è previsto unicamente dal 1/4. Si spera che la circolare prossima ventura consenta di presentare domande per periodi di sospensione iniziati a marzo 2021 anche dopo la scadenza della fine del mese successivo.

  2. simpat
    Aprile 23, 14:57 Reply

    Tra le altre cose per una CIGD autorizzata dal 01/01 al 25/03 il programma di controllo dell’INPS non passava il file SR41 perchè contando le settimane col “sabatario” si sforavano le 12 settimane.

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